GELATO – In provincia di Verona 121 laboratori artigianali di gelateria. Crisetti: “Aumentano materie prime ed energia, ma si tenta di non caricare costi su clienti"
17 Luglio 2026

GELATO – In provincia di Verona 121 laboratori artigianali di gelateria. Crisetti: “Aumentano materie prime ed energia, ma si tenta di non caricare costi su clienti”

Alimentazione

I mesi estivi sono caratterizzati dal consumo di gelato, uno dei prodotti tipici del made in Italy del comparto alimentare italiano, in un contesto in cui salgono i consumi alimentari. A maggio 2026, infatti, il valore delle vendite al dettaglio di beni alimentari, in Italia, risulta in crescita del 2,5% su base annua, dinamica in accelerazione rispetto allo scorso anno (+2,0%) e migliore del trend dei beni non alimentari (+2,3%).

“In provincia di Verona si contano 176 laboratori di gelateria, dei quali ben 121 sono artigianali – spiega Gaia Crisetti, presidente di Confartigianato Alimentazione Verona –, ma va considerato che il perimetro delle attività artigianali relative al mondo del gelato è comunque più ampio, coinvolgendo i segmenti delle pasticcerie che producono dolci con il gelato e dei laboratori che producono gelati senza vendita al dettaglio”.

Secondo l’elaborazione dell’Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat, nel primo trimestre 2026 il Veneto conta 1.094 laboratori di gelateria, secondo dato nazionale dopo la Lombardia. Di questi, 836 sono imprese artigiane, pari al 76,5% del totale. La parte del leone, in regione, la fanno Venezia, con 197 gelaterie artigianali, e Treviso con 169.

“La spesa annua, per i gelati, a Verona arriva a 27,1 milioni di euro – continua la veronese Crisetti –, mentre a livello nazionale si toccano i 1.776 milioni di euro, e in Veneto si spendono 143 milioni di euro in gelati. Ad influenzare i prezzi finali sono anche i costi delle materie prime, essenziali per la produzione di un gelato artigianale di elevata qualità; aumenti che le imprese hanno spesso assorbito per continuare a garantire qualità, fidelizzazione del cliente e lavorazioni artigianali”.

Rispetto alla media del 2021, a giugno 2026 i prezzi al consumo hanno subito incrementi del 43% per le uova, 32% per la frutta, 31% per lo zucchero, 25% per il latte e 22% per cacao e cioccolato. “Sono aumentate persino le nocciole, di oltre il 30%, l’amarena del 40%, ma i rincari riguardano tutto: zucchero, latte e panna. Basti pensare, poi, che tipo di bollette arrivano con frigoriferi e banconi accesi 24 ore su 24”.

“Negli ultimi mesi abbiamo affrontato rincari lungo tutta la filiera – aggiunge Daniele Dall’Antonia, presidente dei Gelatieri di Confartigianato Imprese Veneto –: sono cresciuti i costi delle materie prime come quelli di coni, coppette e vaschette, il materiale per vendita e confezionamento. Abbiamo cercato di non caricare tali costi sull’utente finale, ma è sempre più difficile, se ci aggiungiamo anche il costo dell’energia. Per questo riteniamo fondamentale arrivare finalmente a una legge che definisca in modo chiaro che cosa sia davvero il gelato artigianale italiano. Oggi manca una tutela giuridica e questo rischia di penalizzare proprio le imprese che investono nella qualità”.

A livello nazionale Confartigianato sta lavorando per istituire la Denominazione di Gelato Artigianale di tradizione italiana, un prodotto che si caratterizza per l’impiego di miscele di ingredienti provenienti da materie prime fresche e prevalentemente di origine nazionale.

“Gli ingredienti devono essere in prevalenza latte, i suoi derivati, uova, zuccheri, frutta e solo prodotti freschi – conclude la presidente di Confartigianato Alimentazione Verona, Crisetti –. Purtroppo,  un precedente progetto di legge, presentato nel 2018 dall’onorevole Federico D’Incà per istituire la denominazione di ‘gelato artigianale di tradizione italiana’’ è decaduto, quindi Confartigianato ha ripreso in mano il testo e sta lavorando ad un emendamento alla Legge sulla tutela dei prodotti agroalimentari”.