13 Luglio 2022

SCUOLA – Arriva la riforma degli ITS. Iraci Sareri: “Bene! Riconosciuto il ruolo centrale dell’impresa, in attesa di un vero sistema dell’apprendistato di alta formazione””

AttualitàGiovani imprenditori

Nel pomeriggio di martedì 12 luglio, la Camera ha approvato quasi all’unanimità la riforma sugli Istituti tecnici superiori. Quelli veneti sono 8 (1 in costituzione) su una platea nazionale di 121 istituti. Si tratta di una delle misure previste nell’ambito del PNRR, finalizzata al “consolidamento degli ITS nel sistema ordinamentale dell’istruzione terziaria professionalizzante, rafforzandone la presenza attiva nel tessuto imprenditoriale dei singoli territori”. In 13 articoli, fatte salve le disposizioni finali e transitorie, il legislatore nazionale riunisce il previgente quadro normativo, disegnando una disciplina organica e unitaria.

“Si tratta di un primo ma necessario passo – afferma il Presidente di Confartigianato Imprese Veneto, Roberto Boschetto – per orientare sempre di più questo Sistema verso la costruzione di professionalità capaci di governare l’innovazione tecnologica all’interno delle imprese. Un sistema, quello degli ITS, in cui Confartigianato, a livello regionale e provinciale, crede fermamente. Dal 2018 partecipiamo con progettualità innovative al sistema ITS del Veneto, ponendo le premesse per avvicinare i giovani alle nostre aziende”.

Proprio Confartigianato Veneto, infatti, aveva presentato al Ministro dell’istruzione Bianchi la proposta di un testo unico per la riforma, durante il seminario in tema ITS dell’aprile 2021, proposta che è poi confluita in un pacchetto di emendamenti in parte recepiti nel testo definitivo.

“In particolare – spiega Roberto Iraci Sareri, Presidente di Confartigianato Imprese Verona e Vicepresidente regionale della Confederazione artigiana – ad uscirne valorizzato è il ruolo della piccola impresa, più volte richiamata nel testo di legge. Importante anche il riconoscimento del ruolo centrale dell’impresa che viene definita tra i soggetti indispensabili per la costituzione delle fondazioni. Altro aspetto importante riguarda la conferma è l’ulteriore accentuazione della integrazione tra teoria e pratica. I corsi, infatti, devono essere progettati in modo da garantire un corpo docenti composto per il 50% da professionisti provenienti dal mondo del lavoro, per una quota di ore di docenza, sul totale del monte orario complessivo, non inferiore al 60%. Va infine nella direzione da noi proposta anche la parte della riforma dedicata all’orientamento. Bene che la legge preveda misure per fare conoscere queste realtà formative ai giovani e alle famiglie e per promuovere scambi di buone pratiche tra ITS Academy. Sono previste campagne informative, attività di orientamento a partire dalla scuola secondaria di primo grado, anche con l’obiettivo di favorire l’equilibrio di genere nelle iscrizioni a questi percorsi. Vengono, inoltre, costituite ‘reti di coordinamento di settore e territoriali’, per condividere laboratori e favorire gemellaggi tra fondazioni di Regioni diverse”.

Restano ancora alcuni elementi di criticità di cui sarà necessario verificare le ricadute applicative nei prossimi anni, quando molti degli elementi che la riforma affida a successivi decreti saranno più chiari.

“In particolare – concludono Boschetto e Iraci Sareri –, , auspichiamo che in futuro vengano poste le premesse per la costruzione di un vero sistema dell’apprendistato di alta formazione, più vantaggioso per giovani e imprese, soprattutto per le più piccole. Ciò nonostante, fin d’ora è possibile osservare il tentativo di tenere insieme innovazione e valorizzazione della tradizione artigiana, di favorire raccordi con le Università, di controllare la qualità del sistema grazie a puntuali monitoraggi, di promuovere investimenti destinati alla realizzazione di campus e sedi tecnologicamente all’avanguardia, di preservare l’autonomia delle fondazioni e la centralità del ruolo delle imprese: tutti elementi positivi e necessari, per una compiuta affermazione del ‘nuovo’ sistema ITS. È tempo di tracciare un nuovo domani in cui ci sia spazio per i nostri giovani talenti. Gli ITS sono il pilastro educativo da cui ripartire, con una nuova alleanza, un sodalizio di mutuo interesse”.

 

Approfondimento e numeri

Confartigianato Imprese Veneto è socio partecipante di 6 delle 8 Fondazioni ITS venete: Meccatronico, Cosmo, Red, Turismo, Marco Polo di Venezia e della nuova ITS Digital Academy. 

Una partecipazione iniziata nel 2018 e che muove da una forte ambizione: fare del Veneto la prima regione per diplomati ITS aumentando del 50% l’anno il numero dei nuovi diplomati. Secondo gli ultimi dati disponibili, i diplomati ITS in Veneto sono solo 587, a fronte di un fabbisogno di tali competenze da parte del sistema impresa regionale sempre più elevato e destinato a crescere. Secondo gli ultimi dati, gli iscritti agli ITS rappresentano in Veneto solo il 2% dei diplomati alle scuole secondarie superiori. Un numero che può e deve crescere. Il Veneto è la seconda regione italiana per iscritti e diplomati agli ITS ma è chiaro che questo non basta per far fronte al fabbisogno crescente espresso dal sistema impresa.

Un altro dato evidenzia la strategicità della collaborazione – già robusta – tra ITS e piccola impresa: in Veneto, a fronte di un dato che ci dice come un terzo delle imprese partner delle Fondazioni abbia meno di 50 dipendenti, ve ne è un altro più significativo: oltre il 70% delle imprese che ospitano gli studenti in stage o apprendistato ha meno di 50 dipendenti, ed il 40% ne ha meno di 9; dati che evidenziano la strategicità della rappresentanza come portatore di sintesi dei fabbisogni formativi e professionali delle imprese.

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