CALDO – Stefani firma ordinanza di stop ai lavori per chi è esposto al sole dalle 12.30 alle 16, a partire dal 17 giugno Confartigianato: “Tutela salute è priorità, ma servono regole chiare perché rimangono alcune criticità”
17 Giugno 2026

CALDO – Ordinanza di stop ai lavori per chi è esposto al sole dalle 12.30 alle 16, a partire dal 17 giugno, con 35 gradi ed oltre. Confartigianato: “Tutela salute è priorità, ma servono regole chiare perché rimangono alcune criticità”

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Nella serata di lunedì 15 giugno 2026, con pubblicazione sul BUR di martedì 16 giugno, il presidente della Regione del Veneto, recependo le “Linee di indirizzo per la protezione dei lavoratori dal calore e dalla radiazione solare”, condivise nella seduta dell’11 giugno 2026 dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, alla luce delle condizioni climatiche sempre più critiche registrate già nelle prime settimane estive, ha firmato un’ordinanza contingibile e urgente per tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori maggiormente esposti agli effetti delle elevate temperature e della radiazione solare.

Il provvedimento, in vigore dal 17 giugno al 31 agosto 2026, dispone il divieto di svolgimento delle attività lavorative all’aperto dalle 12.30 alle 16 nei settori agricolo e florovivaistico, nei cantieri edili all’aperto e nelle cave, nelle giornate e nelle aree del territorio regionale in cui il sistema di previsione del rischio elaborato dal progetto Worklimate (INAIL-CNR) segnali un livello di rischio “alto” – dai 35 gradi e oltre di temperatura – per i lavoratori esposti al sole e impegnati in attività fisica intensa.

L’ordinanza si applica nei casi in cui, nonostante l’adozione delle misure di prevenzione previste dalla normativa vigente e dalle linee guida regionali, permangano rischi rilevanti per la salute dei lavoratori derivanti dall’esposizione al calore. Restano validi eventuali accordi aziendali che prevedano misure di tutela equivalenti o più tutelanti per i lavoratori.

La Regione raccomanda inoltre l’applicazione delle Linee di indirizzo in tutte le attività svolte all’aperto e negli ambienti chiusi non climatizzati influenzati dalle condizioni meteorologiche esterne. Sono esclusi dal divieto gli interventi di pubblica utilità, protezione civile e salvaguardia della pubblica incolumità effettuati dalle Pubbliche Amministrazioni, dai concessionari di pubblico servizio e dai relativi appaltatori, purché siano adottate adeguate misure organizzative e di sicurezza per ridurre il rischio da esposizione al caldo da parte dei datori di lavoro.

Tra le principali raccomandazioni contenute nel documento vi è la necessità di limitare o evitare, ove possibile, lo svolgimento delle attività lavorative nelle ore più calde della giornata, soprattutto per i lavoratori impegnati all’aperto, qualora il rischio da stress termico permanga elevato nonostante l’adozione delle misure preventive previste dalla normativa vigente.

La Regione raccomanda inoltre ai datori di lavoro di adottare adeguate misure organizzative, tra cui la rotazione del personale e la riduzione dei tempi di esposizione al caldo, tenendo conto delle indicazioni della sorveglianza sanitaria aziendale e utilizzando gli strumenti di valutazione disponibili, compresi quelli messi a disposizione dal Portale Agenti Fisici e dal progetto Worklimate di INAIL e CNR.

L’iniziativa si inserisce nel più ampio percorso avviato dalla Regione del Veneto per la gestione del rischio da calore negli ambienti di lavoro. A maggio scorso la Giunta regionale aveva già approvato lo schema del “Protocollo d’Intesa per la gestione del rischio da calore negli ambienti di lavoro finalizzato alla tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori”, condiviso con le istituzioni competenti e le parti sociali maggiormente rappresentative.

Tale decisione è stata adottata a seguito della riunione straordinaria del Comitato Regionale di Coordinamento delle attività di prevenzione e vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro, che si è tenuta in data odierna, e che ha valutato la necessità di adottare un provvedimento contingibile e urgente con efficacia su tutto il territorio veneto, per ridurre l’impatto delle alte temperature sulla salute dei lavoratori. 

SANZIONI

La violazione anche da parte di lavoratori autonomi dell’Ordinanza comporta la sanzione di cui all’art. 650 del codice penale (sempre e il fatto non costituisce più grave reato) ovvero l’arresto fino a tre mesi o l’ammenda fino a 206 €. I datori di lavoro devono considerare con estrema attenzione che un eventuale infortunio o un malore di propri dipendenti occasionato in questa fascia oraria, laddove fosse dimostrato in sede di contenzioso come causato dalla violazione di quanto prevede l’ordinanza, avrebbe le prevedibili negative conseguenze del caso in termini di risarcimento del danno.

ORGANIZZAZIONE AZIENDALE

Segnaliamo per le imprese datrici di lavoro che per utilizzare al meglio i propri dipendenti in questo particolare momento sono sempre possibili rimodulazioni, anche in riduzione dell’orario di lavoro, anticipando la partenza al mattino o dilatando la pausa giornaliera oppure anche combinazioni di rimodulazione orario e utilizzo per le ore in cui si deve adottare il fermo per calore del proprio ammortizzatore sociali di settore (per le imprese artigiane non edili FSBA; per imprese edili e industriali la CIGO; per altre imprese se coinvolte il FIS).

Per conoscere e attuare ove d’interesse soluzioni organizzative si consiglia di rivolgersi al Settore Gestione del Personale di Confartigianato Imprese Verona (Federica Veronesi)

In alternativa per gli aspetti invece legati all’applicazione aziendale delle linee guida per la protezione dei propri lavoratori dal calore e dalla radiazione solare ai sensi (rilasciate dalla Conferenza Stato Regioni il 19 giugno 2025 prot 25/69/CR6bis/C7), che si suddividono in una parte generale utile in ogni settore e in istruzioni specifiche per i comparti più esposti : (1) agricolo (2) edile con relativa scheda integrazione POS (3) logistica, resta invece a disposizione il nostro Settore Sicurezza:

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I COMMENTI 

L’Associazione artigiana

“L’obiettivo prioritario resta la salvaguardia della salute di artigiani e operai di fronte a un clima sempre più estremo, come previsto nei prossimi giorni – commenta Devis Zenari, Presidente di Confartigianato Imprese Verona –. Ovviamente, siamo ben consapevoli dell’impatto sulle piccole imprese che può avere un’applicazione rigida degli orari di stop ai cantieri, con il rischio di penalizzare un comparto già sotto pressione. Le micro e piccole aziende si trovano infatti a dover gestire scadenze contrattuali stringenti, costi di noleggio delle attrezzature e una cronica carenza di personale. Quello che possiamo sottolineare è che il mondo dell’artigianato non è rimasto a guardare: vivendo quotidianamente la realtà del cantiere al fianco dei propri dipendenti, molte imprese hanno già introdotto autonomamente misure di sicurezza come flessibilità oraria, pause aggiuntive, idratazione costante e allestimento di aree ombreggiate. Alle istituzioni e ai soggetti deputati al controllo sollecitiamo flessibilità e volontà di informare, non solo di colpire. Si tratta di una materia complessa, differenziata e che impatta pesantemente sulle imprese, che si ritrovano tra l’incudine normativa e il martello della committenza. Alle istituzioni e ai soggetti deputati al controllo sollecitiamo flessibilità e volontà di informare, non solo di colpire. Si tratta di una materia complessa, differenziata e che impatta pesantemente sulle imprese, che si ritrovano tra l’incudine normativa e il martello della committenza”.

Edilizia e Costruzioni

“Auspichiamo che la scelta, confermata dal passato, di vincolare l’attivazione delle misure alla consultazione di un sito web istituzionale come il Worklimate, che proprio l’anno scorso ha mostrato qualche disservizio tecnico rendendo difficile l’accesso alle informazioni, si riveli adeguata – afferma Pietro Paolo Fattori, Presidente di Confartigianato Costruzioni Verona –. Il divieto orario, a partire dal 17 giugno è una misura con un importante impatto, in particolare per l’edilizia, l’agricoltura e le attività che intervengono nel cosiddetto ‘Settore Casa’, i cui addetti operano all’aperto e direttamente esposti alle radiazioni solari. La tutela della salute è un’esigenza primaria, quindi l’ordinanza, in questo senso, è frutto di posizioni condivise, a livello regionale, dalle associazioni di categoria e dai sindacati dei lavoratori. Il blocco tra le 12.30 e le 16 avrà un impatto importante sulle nostre imprese, generando costi, rallentamenti e complicazioni nella gestione delle commesse. Serve un approccio più ampio e strutturale: non basta fermarsi, bisogna ripensare i contratti, anche in fase di appalto, l’organizzazione del lavoro e gli strumenti a tutela sia della salute dei lavoratori sia della sostenibilità economica delle imprese”.

“Qualche esempio? Tra i problemi verificatisi in passato – spiega Fattori – possiamo menzionare la difficoltà a riprendere i lavori in periodo di vigenza dell’ordinanza, anche in caso di miglioramento delle condizioni meteo con abbassamento delle temperature. Inoltre, un conto è parlare di anticipo dei lavori negli orari mattutini, serali o notturni, un conto è poterlo fare, considerati i limiti acustici sui rumori e l’assenza di deroghe, che annullano ogni possibilità di riorganizzare gli orari di lavoro”.

Infine, una precisazione importante: l’ordinanza trova applicazione per “vietare lo svolgimento dell’attività lavorativa in condizioni di esposizione prolungata al sole”. Chiaro, quindi, che chi si occupa ad esempio di asfaltature è soggetto allo stop, come coloro che posano tetti o pannelli solari, ma Confartigianato Verona sottolinea che tale divieto non si applica, ad esempio, nei condomini i cui lavori di costruzione sono concentrati nella costruzione delle murature interne o per la posa di pavimenti.

Autotrasporto

“Lo stop ai lavori è attuato qualora ci siano condizioni di esposizione prolungata al sole – ricorda Paolo Brandellero, Presidente degli autotrasportatori di Confartigianato Verona –. Conseguentemente le operazioni di carico e scarico degli autocarri e tutte le operazioni di approvvigionamento dei cantieri, in quanto operazioni che non devono prolungarsi, possono sempre essere garantite. Importante, quindi, è anche la continua collaborazione e il confronto tra noi vettori e le imprese impegnate nei cantieri”.

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