BENESSERE – Affitto di poltrona/cabina, formazione, sanzioni, lotta all’abusivismo e qualificazione per acconciatura ed estetica oncologiche. Confartigianato: “Il Disegno di Legge Ancorotti, fermo in Senato, va approvato entro l’estate”
7 Agosto 2026

BENESSERE – Affitto di poltrona/cabina, formazione, sanzioni, lotta all’abusivismo e qualificazione per acconciatura ed estetica oncologiche. Confartigianato: “Il Disegno di Legge Ancorotti, fermo in Senato, va approvato entro l’estate”

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Affitto di poltrona e di cabina, nuove qualifiche professionali, più formazione e sanzioni più severe contro l’abusivismo. Parte da qui la rivoluzione che il disegno di legge Ancorotti, attualmente fermo in Senato, potrebbe portare nel settore dell’acconciatura e dell’estetica, aggiornando finalmente una normativa che non è più al passo con l’evoluzione del mercato e delle professioni.

Una riforma attesa anche dalle imprese venete e veronesi, che operano in un comparto dinamico e in continua trasformazione: in Veneto sono 13.500 le imprese attive tra acconciatura ed estetica, con circa 26mila addetti. Un settore che, nonostante le difficoltà, continua a registrare un saldo positivo tra aperture e chiusure (+1,4%) e che rappresenta un presidio diffuso di servizi e professionalità nei territori.

«In provincia di Verona – illustra Cristina Scurtu, Presidente di Confartigianato Benessere Verona e Presidente regionale di Confartigianato Estetica –, raggiungiamo le 2.618 imprese, con una maggioranza di acconciatori, ossia 1.681, e 937 attività di estetica, che danno lavoro, in totale, a 4.799 addetti. Soprattutto nell’estetica si registra un tasso di sviluppo del 4,6%, con una quarantina di nuove imprese create fino a gennaio 2026».

«La riforma parte da esigenze molto concrete delle imprese. L’affitto di poltrona e di cabina, innanzitutto, può introdurre una flessibilità organizzativa che oggi manca e offrire nuove opportunità soprattutto a chi vuole avviare un’attività professionale autonoma – spiega Beatrice Daniele, Presidente della Federazione Benessere di Confartigianato Imprese Veneto –. Tra le novità previste dal provvedimento c’è anche il riconoscimento degli specialisti in estetica oncologica e in acconciatura oncologica, una scelta che valorizza competenze altamente specialistiche e il ruolo umano e professionale di chi accompagna persone sottoposte a trattamenti oncologici».

«Si stima che In Italia circa 1.000 persone al giorno ricevano una diagnosi di cancro – ricorda Scurtu, che, tra l’altro, è estetista specializzata ed aderente ad Apeo, l’Associazione Professionale di Estetica Oncologica –; la nota positiva è che la sopravvivenza sta aumentando e l’estetica e l’acconciatura oncologiche diventano un alleato importante per affrontare al meglio il percorso di cura e per riprendere in mano la propria vita».

«Il settore del benessere è già cambiato: ora devono cambiare anche le sue regole – aggiunge Beatrice Daniele –: come Veneto abbiamo attivamente partecipato alla scrittura del Ddl Ancorotti e siamo convinti che possa rappresentare una svolta per imprese e professionisti. Si tratta di una legge che il comparto attende da troppo tempo.  Per questo chiediamo che il percorso parlamentare venga portato avanti rapidamente. Più flessibilità, nuove professionalità, formazione e contrasto all’abusivismo sono le quattro leve su cui costruire un settore più moderno, qualificato e competitivo».

«Il riconoscimento di nuove figure, come l’onicotecnico e il truccatore e tecnico dei trattamenti per ciglia e sopracciglia, permette invece di dare un quadro normativo a professionalità che il mercato ha già fatto emergere – dichiara la veronese Cristina Scurtu, Presidente del gruppo Estetica di Confartigianato Imprese Veneto e della categoria Benessere di Confartigianato Verona –; a questo si aggiungono formazione e qualificazione, indispensabili per garantire competenze e qualità, e un rafforzamento delle sanzioni per contrastare chi opera illegalmente».

Ed è proprio sul fronte dell’abusivismo che, secondo Confartigianato Imprese Veneto e Verona, la riforma potrebbe produrre un cambiamento significativo. Il fenomeno, infatti, continua a rappresentare una delle principali criticità per il settore: si stima che in regione un’attività su cinque operi in condizioni di totale illegalità, con punte che arrivano al 27%.

Un problema che può diventare ancora più evidente nei mesi estivi, soprattutto nelle località turistiche balneari e montane: per Confartigianato l’abusivismo non si combatte soltanto con i controlli, bisogna anche creare le condizioni perché il lavoro regolare sia più semplice, accessibile e competitivo consentendo di favorire l’emersione di professionalità che oggi rischiano di operare in modo informale. Parallelamente, servono controlli efficaci e sanzioni adeguate per chi sceglie consapevolmente di lavorare fuori dalle regole.