AUTORIPARAZIONE – Pneumatici fuori uso, è sempre emergenza. Confartigianato risponde al MITE chiedendo di risolvere inefficienze nel servizio raccolta
5 Luglio 2022

AUTORIPARAZIONE – Pneumatici fuori uso, è sempre emergenza. Confartigianato risponde al MITE chiedendo di risolvere inefficienze nel servizio raccolta

Autoriparazione

E’ sempre emergenza per la raccolta e la gestione degli pneumatici fuori uso. Confartigianato Autoriparazione, rispondendo ad una richiesta del Ministero della Transizione Ecologica che sollecita la segnalazione delle aree con i maggiori ritardi nel ritiro degli PFU, ha denunciato gravi carenze e disservizi nella raccolta da parte dei Consorzi abilitati.

La rilevazione effettuata da Confartigianato Autoriparazione conferma una situazione generalizzata di inefficienza e discontinuità del servizio. Fortissime le criticità circa tempi di attesa e quantitativi ritirati su tutto il territorio nazionale, con il rischio sempre incombente di incorrere nel blocco del ritiro di PFU, in particolare a fine anno.

Il problema della giacenza di PFU ricade sugli autoriparatori sia sul piano operativo, sia su quello economico per il rischio di incorrere in pesanti sanzioni amministrative, oltre a creare gravi conseguenze per l’ambiente e per la salute della collettività.

I ritardi nel ritiro degli PFU vengono per lo più motivati, da parte dei Consorzi, dal raggiungimento del target obbligatorio per legge e dall’impossibilità di ritirare quote aggiuntive, rinviando spesso, in modo improprio, alle imprese l’onere e la responsabilità di attivarsi direttamente per ottemperare a tale adempimento. Le lungaggini, in alcuni casi, sono anche legate a disorganizzazione logistica e inadeguatezza dei mezzi impiegati per la raccolta, così come le quantità di gomme ritirate sono inferiori a quelle conferite dalle imprese, senza possibilità di contestare la discordanza numerica riferita al peso degli pneumatici, a scapito delle imprese stesse. Il disagio legato all’ingombro degli pneumatici accatastati che limita la disponibilità di spazi all’interno delle officine, diventa particolarmente gravoso nei periodi in cui si effettuano i cambi stagionali degli pneumatici.

Le difficoltà variano anche in base alla collocazione geografica delle officine e sono maggiori per quelle che operano nelle zone collinari e montane. Sono ormai storiche le difficoltà segnalate in Puglia, in particolare nel territorio brindisino. Gravi difficoltà si registrano anche in Veneto, così come in provincia di Modena e Reggio Emilia dove il ritiro di PFU viene effettuato dai 4 ai 6 mesi dalla richiesta, con passaggi per la raccolta insufficienti (circa 2 volte l’anno). E ancora in provincia di Trieste ed in provincia di Trento dove un significativo numero di imprese lamenta tempi lunghissimi di attesa e di avere in deposito oltre 20 mc di PFU da smaltire.

AL FINE DI ATTUARE SPECIFICHE MISURE PER IL CONTENIMENTO DEGLI ACCUMULI DI PFU CHIEDIAMO A TUTTI VOI DI SEGNALARCI E DOCUMENTARE EVENTUALI SITUAZIONI DI CRITICITÀ CHE VIVETE DIRETTAMENTE NELLE VOSTRE IMPRESE.

Scrivere a:

Luca Baldani Guerra (Settore Categorie): luca.baldaniguerra@confartigianato.verona.it

Paolo Cipriano Ferriani (Settore Ambiente): paolo.cipriano@confartigianato.verona.it

 

Le inefficienze e anomalie dell’attuale meccanismo sono anche riconducibili a fenomeni di illegalità e forme di abusivismo che spesso si annidano nel sistema di gestione degli pneumatici e che impediscono tracciamento, raccolta e recupero di una quantità di PFU corrispondente agli pneumatici regolarmente immessi sul mercato, a danno degli operatori regolari. Pratiche scorrette come la vendita in nero di pneumatici, anche sul web, generano evasione ed elusione fiscale e del contributo ambientale o altre irregolarità nella gestione dei PFU che pregiudicano il corretto funzionamento e la copertura economica del sistema, con il rischio ricorrente di abbandoni, accumuli ingestibili di PFU presso gli operatori – e la copertura economica del sistema nazionale, non essendo possibile distinguere, in fase di prelievo presso gli operatori, i PFU regolari da quelli derivanti da pratiche illegali.

“A fronte di questa situazione ripetutamente denunciata – sottolinea Confartigianato Autoriparazione – è necessario che vengano sostenute e agevolate le imprese che operano regolarmente e sono altrettanto indispensabili interventi strutturali per far emergere le aree di illegalità presenti sul mercato. La gestione dell’intero flusso degli pneumatici va reso efficiente, in un’ottica di trasparenza, tracciabilità e legalità che ne garantisca la sostenibilità economica e il raggiungimento del target di raccolta previsto per legge”.

Inoltre, Confartigianato Autoriparazione sollecita il rafforzamento, concentrato a monte della filiera, del controllo dei flussi degli pneumatici da parte degli Organi di vigilanza competenti, con un’attenzione particolare alle vendite on-line.

 

AUTORIPARAZIONE – Sei già Meccatronico e/o Carrozziere? Iscriviti al corso per il riconoscimento dell’abilitazione alla qualifica di GOMMISTA