REGIONE DEL VENETO – Decreto Commercio, Confartigianato Veneto e Verona: “Il DDL restituisce competitività al sistema economico locale”
AttualitàVerona Centro«Il DDl sul commercio ha il merito di allargare la visione e restituire competitività al sistema economico locale – così Roberto Boschetto, Presidente di Confartigianato Imprese Veneto commenta il disegno di legge sul commercio approdato oggi in Giunta – ll rafforzamento dei distretti del commercio rappresenta un passaggio strategico perché si tratta di ecosistemi in cui anche le imprese artigiane giocano un ruolo centrale – aggiunge Boschetto – le botteghe artigiane, in particolare nei centri storici, non sono solo attività economiche ma veri e propri presìdi territoriali: mantengono vivi i negozi di vicinato, animano le aree commerciali e svolgono una funzione di coesione sociale, contrastando lo spopolamento e la desertificazione urbana».
“Il provvedimento introduce elementi di indubbia modernità che rispondono alle richieste delle associazioni di categoria – l’opinione di Devis Zenari, Presidente di Confartigianato Imprese Verona –. Si sposa ad esempio la linea della “rigenerazione”, con l’introduzione di forti incentivi per chi decide di recuperare cubature esistenti o aree dismesse invece di edificare su suoli agricoli. Viene rafforzata la figura dei distretti urbani, con l’obiettivo di trasformare i centri storici in veri e propri “centri commerciali all’aperto”, nel tentativo di competere con l’e-commerce attraverso servizi integrati e digitalizzazione. Si punta, inoltre, su una decisa semplificazione amministrativa per l’apertura di nuovi esercizi di vicinato, riducendo i tempi d’attesa per le autorizzazioni, un passaggio fondamentale per la sopravvivenza delle piccole imprese”.
Un altro elemento qualificante del disegno di legge riguarda il governo dello sviluppo delle medie e grandi strutture di vendita. «Negli ultimi anni – evidenzia Confartigianato – la loro diffusione ha inciso in modo significativo sugli equilibri del commercio locale. Dal ferramenta al calzolaio, fino all’acconciatore, tutti questi servizi artigiani hanno pagato un prezzo alto per la proliferazione di queste strutture – continua il Presidente di Confartigianato Imprese Veneto – l’introduzione di criteri più stringenti e di valutazioni preventive sugli impatti rappresenta una scelta importante per tutelare il lavoro artigiano e i servizi di prossimità, garantendo uno sviluppo più sostenibile e coerente con i territori».
Infine, centrale il tema della semplificazione amministrativa. «Il potenziamento del SUAP come sportello unico e l’estensione della SCIA vanno nella direzione giusta: ridurre i tempi e i passaggi burocratici significa aumentare l’efficienza del sistema. E l’efficienza, in economia contribuisce alla crescita del PIL».
«Questa riforma – conclude Confartigianato Imprese Veneto – segna un passo avanti verso un modello economico più integrato, in cui commercio e artigianato, insieme, diventano leve di sviluppo per i territori e per le comunità».
Ma secondo Confartigianato Imprese Verona, rimangono ancora delle ombre da affrontare. “Nonostante l’approccio propositivo – continua Zenari –, il testo non scioglie alcuni nodi. Restano perplessità sulla reale capacità del decreto di arginare l’espansione dei grandi poli commerciali. Se da un lato si parla di tutela dei piccoli, dall’altro le maglie per le varianti urbanistiche legate ai grandi marchi sembrano rimanere larghe in alcune zone strategiche. Infine, sebbene gli obiettivi siano ambiziosi, le coperture finanziarie stanziate per accompagnare i piccoli esercenti nella transizione digitale appaiono, a una prima analisi, ancora insufficienti rispetto alla platea degli aventi diritto”.
“La sfida si sposta ora nelle Commissioni consiliari – conclude Zenari, Presidente di Confartigianato Verona –, dove il testo potrà essere emendato per correggere gli sbilanciamenti. Tutti insieme dobbiamo eliminare i rischi di svuotare ulteriormente i cuori delle nostre città”.
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