EVENTO – “Il valore di esserci, contro la violenza di genere”, intervista/incontro con la criminologa Roberta Bruzzone: “La manipolazione è una delle basi del fenomeno”
BenessereDonne impresaVerona SudOltre 400 persone, venerdì 26 giugno, hanno gremito platea e palchi del Teatro Salieri di Legnago per assistere all’evento “Il valore di esserci, contro la violenza di genere”, organizzato da Confartigianato Imprese Verona, in collaborazione con Soroptimist International d’Italia, Club di Verona, come momento conclusivo del progetto “Sentinelle nelle Professioni” sviluppatosi durante gli scorsi mesi. Protagonista sul palco la criminologa e psicologa forense Roberta Bruzzone, volto noto della tv, intervistata dalla giornalista Silvia Beltrami.
GALLERIA FOTO
L’iniziativa ha rappresentato il punto di arrivo di un percorso formativo rivolto agli operatori del Benessere e dei Servizi alla Persona, nato con l’obiettivo di sviluppare competenze di ascolto, accoglienza e orientamento nei confronti delle donne vittime di violenza, valorizzando il ruolo di prossimità che le imprese artigiane possono svolgere all’interno delle comunità.
“Un’impresa artigiana non è soltanto un luogo di lavoro, ma un reale presidio di prossimità capace di costruire ed ospitare relazioni di fiducia con le persone e di contribuire al benessere della comunità”, le parole di Devis Zenari, Presidente di Confartigianato Imprese Verona, nel suo intervento di saluto.
Hanno poi preso la parola Teresa Zuppini, Vicepresidente di Soroptimist Club Verona, che ha illustrato come si sono svolte le serate del progetto “Sentinelle nelle Professioni”, grazie anche al supporto delle volontarie dell’associazione Telefono Rosa di Verona. Sono quindi intervenuti l’Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Legnago, Delfina Dina Passarin, assieme all’Assessore alla Cultura, Gianluca Cavedo, oltre al Vicepresidente della Provincia di Verona, Stefano Negrini, e alla Consigliera provinciale Sara Moretto, che hanno espresso grande apprezzamento per un progetto che “la Provincia di Verona ha patrocinato e promosso, perché in grado di mettere in rete istituzioni, associazioni e mondo dell’impresa su un tema di grande rilevanza sociale come la violenza di genere”.
L’intervista-incontro con la criminologa Roberta Bruzzone, momento centrale di una serata il cui incasso sarà devoluto ad associazioni attive nel contrasto della violenza di genere, come Telefono Rosa, è stata proposta da Confartigianato Verona con l’intento di sensibilizzare sui fenomeni dell’amore tossico, per prevenire episodi che possono purtroppo sfociare nel dramma.
“Ricordiamoci che il femminicidio – ha affermato Bruzzone – introduce quello che è uno scenario, cioè un percorso. Le donne vengono uccise in quanto donne e, prima di soccombere, subiscono tutta una serie di condotte che vanno dai maltrattamenti agli atti persecutori. Questi temi vanno maneggiati con molta cura e con molta competenza”.
La violenza domestica non deve essere uno stigma. Nel caso vi siano dei minori, va loro spiegato cosa sta succedendo. Fondamentale è anche l’educazione delle donne di domani.
“Il modo in cui cresciamo le ragazze, le bambine, quelle che diventeranno le future donne e anche madri, non è corretto – ha proseguito la criminologa –. Perché non può esistere l’idea che una relazione vada salvata ad ogni costo, che se una relazione viene in qualche modo interrotta esista una sorta di colpa sociale. Tutto ciò non aiuta le donne, soprattutto quelle vittime di violenza”.
Nel dialogo con la giornalista Beltrami, si è contestualizzato anche come iI concetto del “raptus” non esista, perché esiste sempre, invece, un percorso che porta alla violenza di genere.
“Ciò che dovrebbe portarci molto rapidamente a riconoscere un amore tossico – le parole di Bruzzone – è proprio questa accelerazione, questa esagerazione iniziale, questa intensificazione quasi travolgente dei contatti. Queste promesse eterne dopo pochi giorni di conoscenza, proclami d’amore senza neanche conoscersi davvero. Insomma, questi aspetti dovrebbero diventare la sentinella, l’allarme principale, per riconoscere che c’è qualcosa che non va. Proprio perché il manipolatore ha bisogno di accelerare e ti gratifica in maniera assolutamente esponenziale per portarti nella sua trappola. Ecco, questo aspetto va colto nella sua reale portata, perché la maggior parte delle persone pensa di aver conosciuto la persona della vita, il principe o la principessa azzurra dei sogni. In realtà, quel tipo di modalità è proprio quella tipica del manipolatore e, nella fase iniziale, non è così evidente”.
L’incontro, realizzato con il contributo di Ebav – Ente Bilaterale Artigianato Veneto e con la partnership di Confartigianato Imprese Veneto, è stato caratterizzato da un dialogo diretto e coinvolgente che ha saputo alternare approfondimenti tecnici a riflessioni accessibili a tutto il pubblico, stimolando anche numerosi interventi e domande dalla platea, a testimonianza del forte interesse suscitato dall’iniziativa.
Nel corso dell’intervista sono stati affrontati alcuni dei temi più delicati e attuali legati alla violenza di genere: la violenza psicologica, spesso invisibile ma profondamente devastante; i meccanismi della manipolazione e della dipendenza affettiva; l’importanza di riconoscere tempestivamente i segnali di una relazione tossica; il ruolo dell’educazione nella prevenzione della violenza e la necessità di investire sulle nuove generazioni; fino ad arrivare alle nuove forme di violenza e controllo che trovano spazio attraverso i social network e gli strumenti digitali.
“La serata ha rappresentato un’importante occasione di sensibilizzazione aperta all’intera cittadinanza – la conclusione del Presidente di Confartigianato Verona, Zenari –, confermando come la prevenzione della violenza di genere passi anche attraverso la costruzione di una rete territoriale fatta di istituzioni, associazioni, professionisti e imprese capaci di riconoscere il disagio e orientare le persone verso chi può offrire un aiuto concreto”.
ALTRE NOTIZIE INTERESSANTI
BENESSERE – Rinnovato il contratto nazionale di lavoro dell’area acconciatura, estetica e nuove attività del benessere

