EDILIZIA – Protocollo Caldo: il Veneto si muove prima dell’emergenza e promuove le linee guida a tutela degli operatori
CostruzioniSicurezzaLa Regione del Veneto sceglie di giocare d’anticipo sull’emergenza caldo e lo fa insieme alle parti sociali e al sistema produttivo regionale. È stato infatti licenziato con delibera della Giunta Regionale n. 376 del 19 maggio 2026 il nuovo Protocollo d’Intesa per la gestione del rischio da calore e da radiazione solare nei luoghi di lavoro, che recepisce le linee guida nazionali approvate dalla Conferenza delle Regioni e punta a rafforzare prevenzione, sicurezza e organizzazione del lavoro nei mesi estivi.
Tra gli aderenti anche Confartigianato Imprese Veneto, che esprime soddisfazione per un provvedimento definito “tempestivo, concreto e necessario”, destinato soprattutto ai comparti maggiormente esposti come edilizia, impiantistica, manutenzioni e lavorazioni outdoor.
Il documento si inserisce nel quadro nazionale definito dal Ministero del Lavoro con il “Protocollo quadro per l’adozione delle misure di contenimento dei rischi lavorativi legate alle emergenze climatiche negli ambienti di lavoro” del 9 luglio 2025.
“Per la prima volta – dichiara il presidente della Federazione Edilizia di Confartigianato Imprese Veneto, Thomas Fantin – il tema del caldo estremo viene affrontato non solo in chiave emergenziale ma con una logica preventiva e organizzativa. È un cambio di approccio importante, perché permette alle imprese di prepararsi per tempo e di gestire il lavoro in modo più sicuro ed efficiente”.
Il Protocollo introduce infatti misure operative concrete che le aziende potranno adottare per ridurre i rischi legati alle alte temperature: rimodulazione degli orari di lavoro, pause in aree ombreggiate o climatizzate, disponibilità costante di acqua, corretta idratazione, formazione dei lavoratori, sorveglianza sanitaria e utilizzo di sistemi previsionali di allerta caldo.
Secondo Confartigianato Edilizia Veneto, uno degli aspetti più importanti del documento è proprio la volontà della Regione di affrontare il fenomeno prima che diventi emergenza, evitando interventi improvvisi e favorendo una programmazione condivisa.
“Negli ultimi anni – prosegue il presidente – abbiamo assistito a ondate di calore sempre più frequenti e intense anche in Veneto. È probabile che, in presenza di temperature eccezionali, si renda ancora necessaria l’emanazione di ordinanze regionali che limitino le attività lavorative nelle ore più calde della giornata. Ma avere oggi un protocollo condiviso significa dare alle imprese linee guida chiare e strumenti organizzativi certi prima che si verifichino situazioni critiche”.
Il Protocollo introduce anche un principio nuovo di condivisione preventiva delle decisioni: eventuali misure straordinarie come l’emissione di una specifica ordinanza, legate alle ondate di calore saranno valutate dalla Regione insieme alle parti sociali e alle associazioni di categoria
Per Confartigianato è un passaggio decisivo, perché garantisce regole tempestive ma anche confronto e certezza organizzativa per le imprese.
“Rimangono alcune questioni da tenere in considerazione – aggiunge Pietro Paolo Fattori, Presidente di Confartigianato Costruzioni Verona –, perché ogni cantiere ha la sua peculiarità. Ci auguriamo che non si ripropongano decisioni di blocco indiscriminato dei lavori. Per esposizione al sole, per tipologia di lavorazioni, per posizione, ogni cantiere può fare storia a sé. La sicurezza non può e non deve mai essere messa in discussione, ma nemmeno può trasformarsi in un’opzione di stop ai lavori, quando magari esistono soluzioni alternative praticabili. La salute dei lavoratori è e resta la nostra priorità, considerato che noi stessi, datori di lavoro, spesso operiamo fianco a fianco con i dipendenti, conoscendo benissimo le difficoltà di chi opera sotto il sole cocente o in condizioni climatiche sempre più estreme. Bene dunque l’anticipo con il quale si affronta la materia, positive le misure di tutela, ma attenzione a non percorrere strade che, per le imprese, potrebbero significare costi, rallentamenti e complicazioni nella gestione delle commesse”.
Per Confartigianato Edilizia, sia a livello regionale sia provinciale, il Protocollo rappresenta un passaggio culturale importante, perché riconosce che il cambiamento climatico non può più essere considerato un fenomeno straordinario ma una condizione strutturale con cui il mondo del lavoro deve imparare a confrontarsi.
Bur n. 63 del 19 maggio 2026
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