DECRETO CARBURANTI – Confartigianato: “Bene il taglio delle accise, ma non basta: servono misure strutturali per le imprese”
Attualità“Apprezziamo l’intervento del Governo sulle accise, perché dimostra di aver recepito quantomeno l’urgenza di fornire risposte alle richieste avanzate dal mondo dell’Autotrasporto, ma è chiaro che tutto ciò non può bastare”. Commenta così, Paolo Brandellero, presidente di Confartigianato Trasporti Verona, gli interventi sia sul prezzo del carburante sia sul sostegno agli operatori, anche attraverso il credito d’imposta per chi si rifornisce in rete e investe in sicurezza e sostenibilità.
“In attesa di conoscere l’entità della riduzione delle accise – continua il Presidente provinciale di Confartigianato, Devis Zenari –, il giudizio sul decreto carburanti è positivo, perché introduce interventi utili, ma ancora parziali rispetto alla gravità della situazione che stanno affrontando le imprese e i cittadini”.
“Il taglio delle accise di 25 centesimi è una misura tampone: meglio di niente, ma con una durata limitata a soli 20 giorni offre un orizzonte temporale troppo breve per le imprese – commenta il presidente di Confartigianato Imprese Veneto, Roberto Boschetto – in un contesto in cui il prezzo del petrolio resta attorno ai 100 dollari al barile, le aziende hanno bisogno di strumenti strutturali, non di interventi emergenziali”.
Confartigianato valuta positivamente l’introduzione del credito d’imposta per il settore dell’autotrasporto, considerato un comparto strategico per l’economia provinciale e regionale. Un segnale importante anche perché tiene conto, almeno in parte, delle richieste delle categorie del trasporto merci, che hanno evidenziato come il carburante pesi fino al 30-35% dei costi operativi e come gli aumenti recenti possano azzerare margini già inferiori al 3%. Tuttavia, si può fare di più.
“Abbiamo però la necessità – aggiunge il presidente degli autotrasportatori scaligeri, Brandellero – di rendere il credito d’imposta più accessibile e immediatamente operativo, evitando ritardi o complessità burocratiche che ne riducano l’efficacia. Il beneficio è riservato al solo autotrasporto e riteniamo che un’estensione temporanea a tutte le imprese artigiane sarebbe stata una misura più equa e più rapida per sostenere l’intero sistema produttivo”.
Nel decreto è previsto anche uno speciale regime di controllo sui fenomeni distorsivi nel mercato dei carburanti, un elemento ritenuto fondamentale. “In una fase così delicata il rischio di speculazioni è concreto – evidenzia ancora Zenari – servono controlli stringenti e tempestivi che impediscano che accada quello che, purtroppo, abbiamo già visto anche con il conflitto in Ucraina. Per gli artigiani il problema è complessivo: oltre ai costi del gasolio, aumentano quelli di lavorazione. Pensiamo ai forni energivori, al comparto edilizio o alle materie prime, come l’alluminio, che registrano rincari importanti”.
Sul fronte delle materie prime, inoltre, pesano le tensioni sulle filiere globali. Secondo le rilevazioni della Banca Mondiale, a febbraio 2026 l’indice delle quotazioni di metalli e minerali – che include alluminio, rame, minerali ferrosi, piombo, nichel, stagno e zinco – registra un aumento del 23,8% su base annua, con punte del +53% per lo stagno e del +38,8% per il rame. A incidere è anche la dipendenza dall’estero: il 13,7% dell’alluminio importato dall’Italia proviene da Paesi del Medio Oriente, un’area esposta a tensioni geopolitiche che potrebbero ridurre l’offerta e spingere ulteriormente i prezzi.
Le analisi del Caem, il Consorzio Acquisti Energia & Multiutility promosso da Confartigianato, evidenziano per l’energia elettrica un aumento della materia prima tra il +7% e il +9% rispetto a gennaio e fino al +24% rispetto a febbraio. Considerando l’intera bolletta, significativo è l’impatto del gas, con rincari stimati tra il +12% e il +16% su gennaio e fino al +23% rispetto a febbraio.
“Le imprese artigiane hanno bisogno di politiche energetiche e fiscali di medio-lungo periodo, in grado di garantire stabilità dei costi e sostenere la competitività del sistema produttivo – conclude il presidente regionale di Confartigianato, Roberto Boschetto – senza interventi strutturali, il rischio è quello di comprimere ulteriormente margini già messi a dura prova”.
“Bene dunque il provvedimento – conclude il veronese Brandellero –, ma rendiamoci conto che non ci sarà una liquidità immediata per aziende: il credito non sarà scaricabile se non al 31 dicembre 2026. Con i tempi delle aziende non ci siamo: è una piccola toppa rispetto allo strappo legato agli aumenti che ci sono stati e che si teme possano continuare”.
I contenuti degli interventiIl Consiglio dei ministri ha approvato nella riunione di ieri un decreto-legge (DL 33/2026 già pubblicato nella Gazzetta ufficiale) recante disposizioni per far fronte al caro carburanti conseguente alle tensioni internazionali connesse al conflitto in atto. In particolare, il provvedimento prevede:
Seguiranno eventuali aggiornamenti e approfondimenti da parte delle Direzioni competenti. Vi terremo informati sull’iter di conversione del DL in Parlamento. |
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