TRASPORTI – Divieti Brennero-Tirolo: Commissione europea lenta, Europarlamentare Borchia incontra ambasciatore Austria in Ue
5 Marzo 2021

TRASPORTI – Divieti Brennero-Tirolo: Commissione europea lenta, Europarlamentare Borchia incontra ambasciatore Austria in Ue

SERVIZI IMPRESE

Nei giorni scorsi, considerati i positivi rapporti intrecciati con Confartigianato Imprese Verona in questi mesi sulla questione Brennero, l’Europarlamentare Paolo Borchia ha informato il Vicepresidente dell’Associazione artigiana, Giandomenico Franchini, di aver incontrato il Rappresentante Permanente aggiunto dell’Austria presso l’Ue, Ambasciatore Schusterschitz, per la questione legata ai divieti di transito imposti dal Tirolo, allo scopo di stimolare una soluzione a tutela degli autotrasportatori italiani, a fronte delle eccessive lungaggini che stanno caratterizzando l’approccio della Commissione nel processo di negoziazione con il Governo austriaco.

Durante ll’incontro, ha spiegato l’Onorevole Borchia, sono state discusse anche le contraddizioni nella narrativa promossa dal Tirolo sulla (presunta) natura ambientale delle restrizioni adottate.

Come risaputo, l’amministrazione tirolese non è stata finora in grado di spiegare la propria reticenza ad introdurre un sistema di incentivazione che promuovesse perlomeno i veicoli meno inquinanti, ad esempio eliminando o riducendo significativamente il pedaggio per i medesimi, cosa che avrebbe costituito una soluzione almeno temporanea del problema.

Proprio l’Ambasciatore austriaco indirettamente ha confermato sospetti ormai consolidati, ovvero come le ragioni ambientali costituiscano solamente una giustificazione di facciata, e come il reale obiettivo perseguito dalla Regione Tirolo sia in realtà l’eliminazione completa del traffico merci su gomma a prescindere dall’eco-compatibilità dei veicoli in transito, per procedere ad una incentivazione esclusiva del trasporto intermodale.

In altre parole, il Tirolo non ridurrebbe le restrizioni nemmeno qualora l’intera flotta commerciale italiana o tedesca fosse pienamente compatibile con i requisiti di impatto ambientale richiesti dal Land stesso.

È proprio per tale presa di posizione che il Tirolo non ha finora disposto un regime normativo che incentivi le aziende degli Stati confinanti ad investire su veicoli eco-compatibili, nonostante le richieste espresse in questo senso dalle associazioni dell’autotrasporto italiane.

Naturalmente, pur comprendendo la necessità di procedere verso lo shift intermodale, la posizione espressa dall’On.le Borchia che tiene conto delle sollecitazioni espresse a più riprese da Confartigianato Trasporti, ha rimarcato l’esigenza immediata di soluzioni di compromesso, come appunto l’incentivazione dei veicoli meno inquinanti (tramite ad esempio l’eliminazione del pedaggio), in attesa che le opzioni di intermodalità siano realmente percorribili.

“Apprezziamo l’iniziativa assunta dall’On. Borchia con cui siamo in contatto tanto a livello nazionale che sui livelli territoriali – commenta il Presidente Confartigianato Trasporti Amedeo Genedani – ed auspichiamo venga presa ad esempio anche da altri Europarlamentari italiani dei diversi gruppi che avendo a cuore gli interessi dell’economia nazionale denuncino il grave problema dei divieti austriaci e si adoperino per una soluzione immediata”.

“Ringraziamo l’Europarlamentare per il pronto aggiornamento e per l’attenzione che continua a dedicare a questo annoso problema – affermano il Vicepresidente Franchini e Paolo Brandellero, Presidente di Confartigianato Trasporti Verona –. Ora, ci auguriamo che le istituzionali nazionali ed europee si accorgano di quanto tali misure possano rivelarsi dannose per l’economia dell’intero Paese e intervengano rapidamente per mettere la parola fine a tale incresciosa e surreale situazione. Qualcuno dovrà ascoltare, prima o poi, la voce non solo degli Autotrasportatori, ma di quanti, anche a livello istituzionale, come le Unioni regionali delle Camere di commercio di Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto e le Camere di commercio di Bolzano, Modena, Trento e Verona, stanno condannando tali pratiche che hanno già iniziato a causare danni all’intera economia italiana”.