TRASPORTI – Via all’udienza della Corte di Giustizia UE su causa avviata da Italia contro restrizioni a traffico pesante del Tirolo austriaco. Se ne riparlerà il 16 luglio
Trasporti - Logistica - MobilitàIl 21 aprile 2026 potrebbe aver segnato una tappa fondamentale per il trasporto stradale europeo, con l’avvio dell’udienza sulla causa C-524/24, relativa al procedimento, promosso dal Governo italiano, contro l’Austria, con l’obiettivo di mettere sotto la lente della Corte di Giustizia il complesso sistema di restrizioni imposto dal Land del Tirolo lungo l’asse del Brennero e l’autostrada A12 Inntal.
L’Italia, avvalendosi dell’articolo 259 del TFUE, contesta formalmente che tali misure blocchino la libera circolazione delle merci, pilastro fondamentale del mercato unico europeo garantito dagli articoli 34 e 35 del Trattato.
Durante l’udienza, i legali del Governo italiano hanno evidenziato come le restrizioni tirolesi non siano semplici provvedimenti di gestione del traffico, ma una compressione strutturale della capacità del corridoio. Il pacchetto di misure sotto accusa include:
- Divieto notturno: limitazione della circolazione dei mezzi pesanti durante le ore notturne.
- Divieto settoriale: esclusione del trasporto stradale per specifiche categorie merceologiche.
- Sistema di “dosaggio”: contingentamento degli ingressi dei tir, che ha causato code record fino a 80 chilometri.
- Restrizioni stagionali: ulteriori blocchi nei periodi di picco turistico.
L’insieme di queste misure hanno effetti devastanti sui costi logistici e sull’affidabilità delle catene di approvvigionamento tra Italia e Germania. L’Italia sostiene che tali interventi manchino dei requisiti di necessità e proporzionalità, poiché esistono soluzioni alternative meno punitive per l’economia ma ugualmente efficaci.
Di contro, la posizione austriaca ritiene che la pressione del traffico sulla valle dell’Inn sia ormai insostenibile. La difesa si poggia sul quadro normativo europeo che consente limitazioni alla circolazione per motivi ecologici, sostenendo che l’unica via percorribile sia un accelerato trasferimento modale dalla strada alla ferrovia. Tuttavia, questa visione è stata messa in discussione dalla Commissione Europea: nel suo parere, Bruxelles ha definito il sistema austriaco come “non sufficientemente giustificato”, schierandosi di fatto a favore della linea italiana.
Confartigianato Trasporti, fin da subito, ha sostenuto il ricorso del governo italiano, sottolineando che grazie al rinnovo tecnologico dei camion lungo il corridoio non si registrano più superamenti dei limiti europei di inquinamento, facendo cadere le motivazioni ambientali. Anche l’eliminazione del divieto notturno sarebbe una soluzione logica per spalmare il traffico nell’intera giornata eliminando così i contingentamenti che intasano il confine.
L’udienza si è conclusa lasciando spazio alla fase istruttoria finale. Le prossime date da segnare sul calendario sono il 16 luglio 2026, quando verranno presentate le conclusioni dell’Avvocato Generale, e la fine dell’anno, momento in cui arriverà la sentenza definitiva. La decisione della Corte potrebbe avere una portata storica: un accoglimento del ricorso italiano limiterebbe la discrezionalità degli Stati membri nell’imporre blocchi ambientali unilaterali, mentre una vittoria austriaca darebbe il via a nuovi sistemi di limitazione del traffico quali strumenti di contrasto economico.
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