AUTOTRASPORTO – "Il tempo è finito!", deciso il fermo nazionale dei servizi
17 Aprile 2026

AUTOTRASPORTO – “Il tempo è finito!”, deciso il fermo nazionale dei servizi

Trasporti - Logistica - Mobilità

Il Comitato Esecutivo di UNATRAS, il coordinamento unitario delle federazioni nazionali dell’autotrasporto merci, che vede tra le proprie fila Confartigianato Trasporti, convocato oggi a Roma ha deciso la proclamazione del fermo nazionale dei servizi e di tutte le attività di trasporto, dando mandato all’ufficio di Presidenza di definire giornate e modalità attuative del blocco che saranno stabilite nel rispetto dei tempi dettati dal codice di autoregolamentazione dello sciopero di settore.

Questa è l’unica ed inevitabile decisione possibile, attesa dalla categoria, di fronte al silenzio assordante del Governo in questa fase drammatica a causa degli alti costi dei carburanti, che stanno di fatto determinando l’impossibilità di proseguire l’attività di trasporto merci per migliaia di imprese italiane.

I provvedimenti assunti finora dall’Esecutivo si sono rivelati insufficienti a coprire la portata del fenomeno e, per paradosso, hanno finito per danneggiare l’autotrasporto professionale che, non solo garantisce la continuità del trasporto delle merci, ma ha investito in ottica di sostenibilità ambientale e sicurezza stradale.

È inconcepibile che le organizzazioni di rappresentanza, le quali hanno sempre tenuto un profilo di responsabilità verso le Istituzioni ed il Paese nonostante le ripetute grida d’allarme, non siano neanche state convocate dal Governo per avviare un confronto di merito sulla gravissima situazione che vive il settore.

L’autotrasporto italiano, che conta 100 mila imprese per 500 mila lavoratori, decide di fermarsi per evitare danni ben peggiori continuando a viaggiare in perdita.

Perché se si spegne l’Autotrasporto si spegne il Paese.

Per scongiurare i devastanti effetti economici che questa drastica decisione comporta, il coordinamento UNATRAS ritiene fondamentale che il Governo agisca urgentemente per:

  • l’emanazione del decreto attuativo del credito d’imposta già previsto e ristori compensativi del mancato rimborso accise pari a 200 euro ogni 1000 litri di gasolio acquistato;
  • interventi a sostegno della liquidità delle imprese quale la sospensione dei versamenti contributivi e fiscali;
  • l’attuazione dei provvedimenti normativi, il rafforzamento degli strumenti contrattuali e l’immediata compensazione dei rimborsi accise;
  • l’adozione di un quadro di aiuti temporaneo a livello europeo.

UNATRAS, infine, in rappresentanza della quasi totalità della categoria, auspica che le forme isolate di protesta autorganizzate confluiscano nelle iniziative più appropriate che saranno attuate in conformità della legge.

“Il quadro è di estrema gravità per il settore dell’autotrasporto – afferma Paolo Brandellero, Presidente di Confartigianato Trasporti Verona –, quindi al momento per noi è inevitabile la decisione di fermare i mezzi a livello nazionale. La motivazione principale risiede nel costo del gasolio che, avendo stabilmente superato la soglia psicologica dei due euro al litro, rende più conveniente tenere i camion fermi nei piazzali piuttosto che viaggiare in perdita. La situazione è diventata insostenibile perché le imprese sono costrette ad anticipare migliaia di euro per il rifornimento, mentre gli incassi delle fatture arrivano con mesi di ritardo, creando una crisi di liquidità senza precedenti”.

Un punto centrale della denuncia riguarda l’inefficacia delle recenti politiche governative, in particolare il taglio lineare delle accise. Secondo il Segretario, questa misura ha paradossalmente danneggiato l’autotrasporto professionale poiché ha annullato i benefici fiscali specifici di cui godeva la categoria, colpendo duramente proprio quelle aziende che hanno investito in veicoli moderni, sicuri e sostenibili. Nonostante l’intervento sulle accise, il prezzo alla pompa resta altissimo e la categoria si sente dimenticata dalle istituzioni, ritenendo i crediti d’imposta finora previsti del tutto insufficienti a ristorare le perdite subite.

“Per scongiurare il blocco – aggiunge Brandellero –, le nostre Confederazioni dell’Autotrasporto chiedono un intervento immediato che permetta di recuperare almeno venti centesimi per ogni litro di gasolio acquistato e la sospensione temporanea dei versamenti fiscali e previdenziali, misure necessarie a garantire la sopravvivenza delle migliaia di imprese rappresentate. Precisiamo che la volontà del settore non è quella di arrecare un danno al Paese, ma è ovvio che le conseguenze di un fermo sarebbero inevitabili per l’intera collettività, con il rischio concreto di vedere gli scaffali dei supermercati vuoti e le industrie prive di materie prime”.

A proposito del tema dei prezzi al consumo, Unatras denuncia forti speculazioni lungo la filiera logistica: l’aumento dei costi del trasporto incide in minima parte sul prezzo finale dei prodotti. C’è chi si sta approfittando della crisi a scapito di trasportatori e cittadini.

Rivedi l’intervista a Sergio Lo Monte Confartigianato Trasporti e Unatras su RaiNews24 > CLICCA QUI