AUTOTRASPORTO – Giorni di fuoco alla vigilia del fermo! Il 22 maggio, convocazione del Governo; il 23 maggio, assemblea interregionale Unatras; il 25 maggio… senza risposte, stop ai veicoli!
Trasporti - Logistica - MobilitàVenerdì 22 maggio
alle ore 17.30, Unatras è stata convocata a Palazzo Chigi. L’impegno di Confartigianato Trasporti porta così le istanze dell’autotrasporto direttamente ai vertici del Governo.
Al tavolo di confronto parteciperanno la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il vicepremier e Ministro dei trasporti Matteo Salvini, quale importante segnale di attenzione del Governo verso le tematiche del settore. Si tratta di un appuntamento cruciale per ribadire le priorità, le criticità e le urgenze delle imprese al massimo livello dell’Esecutivo. Al termine del vertice seguirà una comunicazione con tutti gli aggiornamenti e gli esiti dell’incontro.
Unatras prende atto della convocazione pervenuta da Palazzo Chigi per il giorno 22 maggio, che testimonia l’attenzione del Governo verso la critica situazione dell’autotrasporto italiano. Unatras, nel confermare le iniziative di confronto già programmate sul territorio, auspica che dall’incontro diretto con la Presidenza del Consiglio risultino le misure necessarie ed adeguate attese dalla categoria.
Sabato 23 maggio
Le Associazioni regionali aderenti a UNATRAS Veneto comunicano l’adesione al fermo nazionale dei servizi di autotrasporto proclamato a livello nazionale dalle Organizzazioni aderenti al coordinamento unitario UNATRAS, previsto dalle ore 00:00 di lunedì 25 mag-gio 2026 alle ore 24:00 di venerdì 29 maggio 2026.
Si tratta di una decisione grave, sofferta, ma ormai inevitabile.
ASSEMBLEA INTERREGIONALE AUTOTRASPORTO: SABATO 23 MAGGIO A MESTREUNATRAS Veneto , nella giornata di sabato 23 maggio 2026, alle ore 10.00, alla vigilia del fermo, si riunirà all’Hotel Belstay di Mestre (rotonda Romea di Marghera, dietro l’Autogrill) per la prima assemblea pubblica interregionale dell’autotrasporto, aperta alle imprese del settore, finalizzata a illustrare le ragioni della mobilitazione nazionale, la situazione economica del comparto e le modalità di svolgimento del fermo. |
Le imprese venete dell’autotrasporto stanno affrontando una delle crisi più dure degli ultimi decenni. L’esplosione del costo del gasolio, l’aumento incontrollato dei costi di esercizio e l’assenza di risposte concrete stanno portando al collasso migliaia di imprese che ogni giorno garantiscono il funzionamento dell’economia regionale.
Le aziende stanno lavorando senza margini, spesso anticipando costi enormi senza alcuna reale possibilità di recupero. Aumentano con-temporaneamente carburanti, pedaggi, assicurazioni, manutenzioni, pneumatici, costi energetici, costi finanziari, mentre le imprese continuano a subire pressioni insostenibili lungo tutta la filiera.
Il Veneto rappresenta uno dei principali motori produttivi ed esportatori d’Europa. Ogni giorno migliaia di camion assicurano approvvigionamenti, export, produzione industriale, distribuzione alimentare e continuità delle attività economiche.
Senza autotrasporto si ferma il Veneto che produce.
Eppure, proprio le imprese che tengono in piedi il sistema logistico e manifatturiero del Paese vengono lasciate sole. Le richieste avanzate dalla categoria non rappresentano infatti rivendicazioni di privilegio, ma misure emergenziali indispensabili per consentire la sopravvivenza di un settore essenziale.
Le principali richieste riguardano: lo stanziamento di 500 milioni di euro, sotto forma di credito d’imposta, per compensare l’eccezionale aumento dei prezzi del carburante, l’introduzione di un rimborso trimestrale immediato delle accise, e comunque entro dieci giorni dalla presentazione della domanda, il ripristino immediato dell’agevolazione piena sul rimborso accise trimestrale, la sospensione temporanea, su base facoltativa, del pagamento di imposte, contributi previdenziali e premi assicurativi.
L’aggravio dei costi, stimato in circa 1.100 euro mensili per singolo veicolo, sta mettendo molte imprese nelle condizioni di non poter più operare senza viaggiare in perdita. Il passaggio dagli impegni inizialmente assunti in sede ministeriale al successivo silenzio delle Istituzioni ha portato la categoria a una condizione di forte esasperazione. Il fermo, pertanto, si configura come una forma di protesta sindacale nei confronti di un Governo che, ad oggi, è rimasto sordo alle richieste concrete e urgenti avanzate dal settore.
“UNATRAS Veneto ribadisce che il tempo delle promesse, dei rinvii e dei tavoli inconcludenti è finito. Le imprese non sono più disponibili ad accettare rassicurazioni generiche o impegni futuri privi di effetti immediati.” Dichiarano all’unisono Michele Varotto, Gianluigi Satini e Alessandra Moro, rispettivi presidenti regionali di Confartigianato, FAI e Fita CNA.
“Anche eventuali convocazioni o dichiarazioni del Governo non potranno più essere considerate sufficienti in assenza di misure concrete, immediate e strutturali capaci di dare reale ossigeno alle imprese del settore. La situazione economica è ormai fuori controllo e molte aziende rischiano concretamente di non riuscire a proseguire l’attività nelle prossime setti-mane”.
Il fermo nazionale rappresenta quindi una scelta obbligata per difendere la sopravvivenza dell’autotrasporto italiano e delle migliaia di famiglie che vivono di questo lavoro. Per quanto riguarda il territorio regionale veneto, UNATRAS Veneto precisa che non sono previste né promosse iniziative finalizzate al blocco della circolazione o all’interruzione della viabilità. L’adesione al fermo avverrà esclusivamente mediante sospensione dei servizi di trasporto da parte delle imprese aderenti, nel pieno rispetto della legalità, dell’ordine pubblico e della sicurezza della circolazione. L’invito è quindi a tutte le imprese è di astenersi dall’eseguire l’attività quotidiana, tenendo i mezzi fermi in azienda. Con lo spirito di piena collaborazione istituzionale, al fine di informare preventivamente le Autorità competenti circa le motivazioni, la durata, le modalità e l’impostazione territoriale dell’iniziativa, in questi giorni le Associazioni territoriali invieranno le comunicazioni alle Prefetture, Questure e altri enti com-petenti per territorio.
Saranno inoltre garantiti i servizi essenziali e i trasporti relativi a beni e servizi di primaria necessità, nel rispetto del Codice di autoregolamentazione del settore.
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