AUTOTRASPORTO – Allarme logistica: chiesta unità di crisi per porto di Venezia. Confartigianato: “Fondamentale il coordinamento per anticipare criticità e salvaguardare filiera logistica regionale”
Trasporti - Logistica - MobilitàI rappresentanti dell’autotrasporto veneto chiedono l’istituzione di una Unità di crisi operativa per il Porto di Venezia per monitorare l’evoluzione della situazione internazionale e prevenire possibili criticità nella catena logistica.
La richiesta è stata formalizzata con una lettera inviata al presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale, Matteo Gasparato, dalle associazioni regionali dell’autotrasporto Confartigianato Imprese Veneto, Fai Veneto e Cna Fita Veneto.
Alla base della richiesta ci sono le crescenti tensioni geopolitiche nell’area mediorientale, che potrebbero avere ricadute dirette sulle rotte marittime internazionali e sui costi energetici, con possibili disallineamenti nei flussi delle navi e nei tempi di arrivo nei porti europei. Uno scenario che rischia di generare anche nello scalo veneziano congestioni operative e difficoltà organizzative per le imprese di autotrasporto che garantiscono il collegamento tra il porto e il sistema produttivo regionale.
L’Unità di crisi, secondo le associazioni, dovrebbe coinvolgere i principali attori della filiera portuale e logistica – autorità portuale, terminalisti, operatori logistici e rappresentanze dell’autotrasporto – con l’obiettivo di monitorare costantemente l’andamento dei traffici, coordinare eventuali misure straordinarie e prevenire fenomeni di congestione nelle aree portuali.
«In una fase di forte incertezza internazionale – sottolinea Michele Varotto, Presidente della Federazione Trasporti di Confartigianato Imprese Veneto – è fondamentale disporre di strumenti di coordinamento che permettano di anticipare eventuali criticità e salvaguardare l’efficienza del porto di Venezia e dell’intera filiera logistica regionale».
“Le preoccupazioni del settore emergono anche a livello nazionale – spiega Paolo Brandellero, Presidente di Confartigianato Trasporti Verona –. Nel corso dell’incontro che si è svolto al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti con il viceministro Edoardo Rixi, la nostra Confartigianato Trasporti, assieme a tutte le associazioni che compongono il coordinamento nazionale UNATRAS, hanno denunciato la gravità della situazione legata al forte aumento del prezzo del gasolio, che da settimane ha superato in molte aree del Paese i 2 euro al litro. Abbiamo chiesto al Governo misure urgenti per garantire liquidità alle aziende, tra cui l’utilizzo immediato del rimborso trimestrale delle accise, la sospensione temporanea dei versamenti fiscali e contributivi e l’introduzione di un credito d’imposta straordinario per compensare l’aumento dei costi del carburante”.
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