COSTRUZIONI – DL Aiuti: non piacciono nuove regole su compensazione prezzi materiali negli appalti. "C'è il rischio di dover lavorare in perdita"
19 Luglio 2022

COSTRUZIONI – DL Aiuti: non piacciono nuove regole su compensazione prezzi materiali negli appalti. “C’è il rischio di dover lavorare in perdita”

Costruzioni

“L’introduzione della riforma della procedura di compensazione degli aumenti dei prezzi dei materiali da costruzione negli appalti pubblici, inserita nel Decreto Aiuti, non risolve affatto le difficoltà che le imprese che operano negli appalti devono gestire. Anzi”. Ad affermarlo è Roberto Iraci Sareri, Presidente di Confartigianato Imprese Verona, che smonta l’utilità di una misura introdotta, in teoria, per aiutare le imprese, ma che, applicata alla realtà, si dimostra l’ennesima goffa iniziativa di facciata.

“Partiamo da un esempio banale presentato dai colleghi artigiani del settore Costruzioni – spiega Iraci Sareri –: i profili metallici per cartongesso. Oggi, per averli, si devono pagare 3,18 euro al metro lineare, ma il valore indicato sul prezzario regionale è di 1,83 euro, prezzo aumentato di 3 centesimi tra il 2019 e il 2021. Ora, con il possibile ulteriore aumento del 20%, percentuale prevista nella riforma della compensazione dei prezzi da costruzione negli appalti pubblici inserita nel Decreto Aiuti, si arriva a 2,19 euro. Una ditta, quindi, per fare il lavoro ci rimette 1 euro a metro lineare e, dato che nel realizzare, ad esempio, pareti in cartongesso per un ospedale i metri da usare sono migliaia, meglio lasciare perdere”.

Altra novità introdotta è il meccanismo automatico di compensazione. Se prima della conversione del Decreto il procedimento avveniva, a seguito della pubblicazione di un apposito decreto ministeriale, su istanza dell’impresa verso la stazione appaltante che poi prevedeva, per il tramite del Ministero, a compensare i maggiori costi sostenuti dall’operatore economico, con la nuova legge si prevede un meccanismo automatico attivato dalle stazioni appaltanti, che provvedono a compensare i maggiori costi sostenuti dalle imprese senza che questi formulino una formale istanza.

“Siamo molto scettici su questo nuovo meccanismo – aggiunge Pietro Paolo Fattori, Presidente di Confartigianato Costruzioni Verona –, per diversi motivi. Il primo è che non siamo affatto sicuri che tutte le stazioni appaltanti si attivino per compensare i maggiori costi. La compensazione richiede che, in prima istanza, le stazioni appaltanti attingano alle proprie risorse per poi rivolgersi al Ministero. Ritengo abbastanza difficile pensare che, ad esempio, un Sindaco anticipi la differenza con le poche risorse che possiede, sperando poi nella restituzione da parte del Ministero”.

“Il secondo aspetto di forte preoccupazione – continua Fattori – è dato dal fatto che l’individuazione dei materiali da costruzione che hanno subito i maggiori scostamenti passa per una verifica del Prezzario Regionale. Ed è qui che sorge il problema: l’attuale prezzario è stato recentemente aggiornato mantenendo dei prezzi medi che sono troppo lontani dal reale prezzo di mercato. In alcuni casi, come nell’esempio dei profili metallici per cartongesso, si parla di un 100% in più. E dato che il Legislatore prevede che la stazione appaltante possa aumentare tali prezzi fino ad un massimo del 20%, rischiamo davvero di dover fare molti lavori sottocosto”.

“Il nostro auspicio – conclude il Presidente Roberto Iraci Sareri – è che tutte le stazioni appaltanti si adoperino per attivare i procedimenti di compensazione sui prezzi dei materiali negli appalti del 1° e 2° semestre 2022 e chiediamo che quanto prima, possibilmente già a partire dal prossimo settembre, si proceda alla revisione del prezzario regionale per l’anno 2023, coinvolgendo tutte le associazioni di categoria interessate, perché solo chi lavora quotidianamente conosce i problemi della propria attività e riesce ad immaginare possibili soluzioni concrete”.