ENERGIA – Aumento medio in bolletta del 12% a luglio, senza contare i consumi per il caldo. Zenari: “Serve strategia a lungo termine”
AttualitàSportello EnergiaCaldo torrido e impianti di climatizzazione e rinfrescamento in funzione a pieno regime. La canicola estiva si farà sentire anche in bolletta, soprattutto perché preoccupa l’andamento dei costi energetici, legato alle situazioni di conflitto in corso e al blocco dello Stretto di Hormuz, dove passa il 20% del GNL mondiale.
«Le conseguenze di tutto questo si riscontrano quotidianamente nel carrello della spesa, al distributore di carburante e nelle bollette di energia elettrica e gas – commenta Devis Zenari, presidente di Confartigianato Imprese Verona –. Per capire l’impatto del costo delle forniture energetiche, il CAEM, Consorzio che negozia le tariffe per le forniture di gas ed energia alle imprese, ha analizzato l’andamento mensile dei costi per kWh a carico di alcune aziende. Ne emerge una situazione a dir poco sconfortante».
Un’azienda della metalmeccanica, ad esempio, a luglio pagherà il 10,3% in più rispetto a giugno per l’energia elettrica, per una della lavorazione del legno si arriva al +10%, e per un’attività di acconciatura al +8,7%. Addirittura, un’azienda della lavorazione della pelle, a luglio pagherà il 14,2% in più rispetto a giugno per l’energia elettrica. Prendendo poi in considerazione il periodo aprile-luglio siamo a un aumento medio tra il 15 e il 20% e per le famiglie non cambia molto.
«Per quanto il CAEM possa fare, negoziando le tariffe per le sue 7.500 imprese aderenti in tutta Italia, anche in provincia di Verona, gli aumenti rimarranno comunque visibili. Nonostante il continuo saliscendi dei costi del mercato, nel 2025 il risparmio per le aziende consorziate è stato di circa 5,4 milioni di euro, con una media di 800 euro per impresa – continua Zenari –. In pratica, sono stati ridotti i costi della bolletta annuale dell’8% rispetto ai costi medi del mercato, e del 15% circa rispetto al costo della materia prima. Questo significa che nel 2025 le imprese veronesi aderenti al Consorzio hanno complessivamente risparmiato quasi 90mila euro. Denaro che è rimasto sul territorio».
«Serve una strategia di ampio respiro – continua il presidente di Confartigianato Verona –. Nell’immediato è necessario un intervento emergenziale, per quanto possibile, per una riduzione delle tariffe elettriche. L’altro passo è quello che noi di Confartigianato ribadiamo da tempo: la necessita di superare l’impostazione del prezzo marginale (marginal price) che sta facendo pagare a caro prezzo l’elettricità utilizzata da tutti. Il prezzo marginale è il prezzo della borsa elettrica che viene determinato sostanzialmente dalla centrale di produzione più onerosa. Riteniamo invece più equo che il prezzo dell’energia venga definito sulla base della media ponderata tra le centrali che offrono in borsa l’energia da loro prodotta. Ci rendiamo conto che sul tema ci siano diversità di vedute ed interessi, ma è evidente che non è giusto pagare il prezzo di produzione di energia calcolato sul sistema più costoso, ovvero quello del gas. Accanto a questo poi, bisogna “spingere” al massimo sulle rinnovabili e sull’efficientamento energetico».
Nel 2024 Confartigianato ha dato vita alla Comunità energetica A-CERTA per autoproduzione e autoconsumo di energia prodotta con pannelli fotovoltaici permettendo anche di intercettare incentivi per gli aderenti alla comunità. «Chiediamo che una parte significativa dei 14 miliardi di euro, richiesti all’Europa per lo scostamento del bilancio italiano fino al 2028, sia dedicata a sostenere e incentivare aziende e famiglie verso l’autoproduzione di energia elettrica. Auspichiamo che i nostri rappresentanti territoriali al Parlamento si facciano portavoce di questa opportunità – prosegue Zenari –. Dell’interesse verso l’autoproduzione di energia abbiamo avuto prova nell’ultimo anno con i contributi PNRR: molte piccole imprese e molte famiglie si sono dotate di fonti di energia rinnovabili, in particolare di impianti fotovoltaici, per ridurre i costi energetici e per dare un contributo positivo in termini di benefici ambientali e per l’intera collettività. Come Paese dobbiamo renderci quanto più autonomi nella produzione energetica certo con i grandi impianti, senza trascurare la forza di tanti “piccoli” impianti installati sui tetti di aziende e abitazioni».
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