ACCISE E PEDAGGI – Confartigianato: “Gli aumenti dal 1° gennaio aggravio di tassazione che penalizza imprese e lavoratori autonomi già alle prese con l’aumento dei costi di gestione”
AttualitàTrasporti - Logistica - Mobilità“Avevamo già espresso la nostra posizione critica, chiedendo il ritiro o la modifica delle misure penalizzanti su accise e pedaggi autostradali, ma evidentemente l’applicazione o aumento delle ‘tasse occulte’ si crede di poterlo far passare in sordina senza troppo clamore”. Questo il commento di Paolo Brandellero, Presidente di Confartigianato Trasporti Verona, sugli aumenti che dal 1° gennaio 2026 si ritrovano ad affrontare, non solo il mondo dell’autotrasporto professionale, ma tutte le imprese con veicoli, anche quelle per il trasporto in conto proprio o, ad esempio, imprese edili, di impianti e qualunque attività utilizzi mezzi.
Per l’autotrasporto esercitato con veicoli pari o superiori a 7,5 tonnellate, purché siano di classe ambientale almeno Euro V, l’aumento dell’accisa è “neutro”, in quanto ogni aumento di tale imposta è recuperato tramite la specifica dichiarazione trimestrale all’Agenzia delle Dogane essendo “sterilizzato” l’importo ad euro 403.22 per mille litri.
“La misura prevista dall’art. 30 della Legge di bilancio – continua Brandellero –, che stabilisce un incremento di 4 centesimi per litro dell’accisa sul gasolio a partire dal 1° gennaio 2026, colpirà, secondo stime della nostra Confederazione, circa 4,2 milioni di veicoli commerciali alimentati a gasolio sotto le 7,5 tonnellate, pari all’85,3% del parco circolante, ma anche quelli superiori, se non sono almeno di classe ambientale Euro 5, indipendentemente che siano veicoli per trasporti professionali per conto terzi o per quelli in conto proprio. Ossia la stragrande maggioranza del parco circolante, per un aggravio di tassazione che penalizza imprese e lavoratori autonomi già alle prese con l’aumento dei costi di gestione”.
Confartigianato ricorda che la Legge di Bilancio 2025 aveva già previsto un allineamento graduale tra le accise su benzina e gasolio, con variazioni minime.
“Il nuovo aumento di 4 centesimi – aggiunge Devis Zenari, Presidente di Confartigianato Imprese Verona –, sembra limitato, ma anticipato in un’unica soluzione rischia di compromettere la competitività delle imprese, che già oggi sopportano le accise più elevate d’Europa: 632 euro ogni 1.000 litri, oltre il 35% in più rispetto alla media dell’Eurozona, pari a circa 464 euro per mille litri. Come se non bastasse, l’Autorità di regolazione dei trasporti ha contestualmente applicato, senza tenerne in alcun modo in considerazione l’impatto, un incremento medio dell’1,5% dei pedaggi autostradali”.
“Ricordiamo – conclude Brandellero, Presidente degli Autotrasportatori scaligeri di Confartigianato – che un conto sono le conseguenze per gli utenti che utilizzano le autostrade sporadicamente, un altro sono gli impatti che ricadono sugli autotrasportatori che usano il sistema autostradale sul piano professionale, per svolgere la propria attività lavorativa. Nei prossimi giorni le rappresentanze di categoria si riuniranno per valutare le iniziative a tutela delle imprese”.
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In tema di accise, si ricorda che l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha aperto i termini per presentare le dichiarazioni dei consumi di gasolio “petrolifero” e HVO impiegati in autotrazione, necessarie per ottenere il rimborso delle accise del quarto trimestre 2025. LE DOMANDE POSSONO ESSERE PRESENTATE DAL 1° GENNAIO AL 2 FEBBRAIO 2026Confartigianato Imprese Verona – UPA Servizi mette a disposizione alle imprese associate il consueto servizio di assistenza, curando sia la predisposizione sia la presentazione delle richieste di rimborso. Per ogni dettaglio CLICCA QUI |
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