NOVITÀ – Risultato di Confartigianato! Dal 7 aprile stop ai furbetti: multe salate per chi usa denominazioni “artigianato” e “artigianale” senza essere iscritto ad Albo Artigiani
AlimentazioneArtigianato ArtisticoLegno e ArredoModa...C’è una data che segna il confine tra l’ambiguità e la trasparenza per migliaia di imprese e milioni di consumatori: il 7 aprile 2026. Da quel giorno, grazie a una battaglia vinta con determinazione da Confartigianato, i termini ‘artigianato’ e ‘artigianale’ non potranno più essere usati con leggerezza o, peggio, in modo ingannevole.
“Entrerà infatti in vigore il 7 aprile 2026 la Legge annuale PMI – spiega Devis Zenari, Presidente di Confartigianato Imprese Verona –, con la quale si introduce una stretta attesa da anni, che si spera sia decisiva, sull’uso delle denominazioni ‘artigianato’ e ‘artigianale’. L’utilizzo sarà dunque riservato esclusivamente alle imprese artigiane iscritte all’apposito Albo della Camera di Commercio, con sanzioni fino all’1% del fatturato, da un minimo di 25 mila euro, per chi usa il termine in modo improprio”.
La nuova Legge annuale per le PMI ha così finalmente colmato una lacuna normativa che per decenni ha generato incertezza sul mercato. Il principio ora è scolpito nella norma: l’uso delle denominazioni ‘artigianato’ e ‘artigianale’ è consentito esclusivamente alle imprese in possesso della qualifica artigiana ai sensi della legge vigente.
“Auspichiamo che ciò contribuisca a porre un freno alla concorrenza sleale, facendo vincere l’autentica eccellenza dell’artigianato made in Italy – continua Zenari –. Questa norma riconosce finalmente il valore autentico dei prodotti artigiani e tutela i consumatori che dal 7 aprile avranno la certezza legale che ciò che acquistano come ‘artigiano’ sia effettivamente frutto del lavoro, dell’ingegno e della passione dei nostri imprenditori”.
La novità ha una portata rivoluzionaria per i settori simbolo della manifattura italiana come, ad esempio, l’alimentare, la moda, l’artigianato artistico e tradizionale. In sostanza, si chiude l’era dei ‘furbetti’ che utilizzano il prestigio del termine ‘artigianato’ senza averne titolo.
Qualche numero: solo sul fronte delle produzioni alimentari, a livello nazionale il falso Made in Italy agroalimentare genera un giro d’affari stimato tra i 63 e i 120 miliardi di euro all’anno. In Veneto, una delle regioni con la maggiore produzione di eccellenze, sono registrate al 31 dicembre 2025, 6.228 imprese artigiane dell’alimentazione, mentre in provincia di Verona il settore coinvolge in totale circa 1.100 imprese artigiane, che occupano oltre 5.000 addetti. Nella moda scaligera lavorano circa 750 aziende, per un totale di circa 2.700 addetti (5.965 imprese artigiane iscritte in Veneto), e in soli due anni il numero dei sequestri per contraffazione in Veneto è triplicato, nel comparto abbigliamento addirittura quintuplicato. In ambito artistico in Veneto operano poco meno di 2300 imprese. Nonostante un decennio difficile che ha visto la chiusura di circa 128.000 aziende, l’artigianato italiano ha chiuso il 2025 all’insegna della resistenza: con 1,23 milioni di imprese attive il settore mostra una stabilità che incoraggia, segnata da un saldo positivo tra aperture e chiusure di 187 unità. L’artigianato veneto ha mostrato una tenuta strutturale nel 2025, con segnali di crescita in alcune province come Verona (+77 imprese) e un saldo positivo nel trimestre luglio-settembre 2025 (+146 imprese).
Per garantire che la legge non resti lettera morta, il legislatore ha introdotto un regime sanzionatorio estremamente severo, pensato per scoraggiare qualsiasi tentativo di abuso. Per ogni violazione commessa nell’uso improprio della denominazione, è prevista una sanzione minima di 25.000 euro.
ALTRE NOTIZIE INTERESSANTI
EVENTO – Successo per Handmade with Love 2026, défilé dell’Alta Sartoria e della Moda Veronese. In passerella a Palazzo Verità Poeta il meglio del “fatto a mano con amore” dei settori Moda e Benessere

