MADE IN VENETO – IGP (Indicazione Geografica Protetta) no food: in Italia, solo 15 domande su 94 potenziali. Il Veneto prova ad accelerare, nonostante le complessità normative
AttualitàAlla data del 13 maggio risultano 15 domande di registrazione IGP artigianali e industriali depositate sul portale telematico dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi. Di queste, 6 hanno già superato la verifica di conformità e completezza documentale e sono state trasmesse alle Regioni per il parere. Questi i dati emersi oggi nel corso della conferenza stampa organizzata presso la sede di Confartigianato Imprese Veneto.
La Regione Veneto è stata la più rapida nell’iter istruttorio: le domande relative al Vetro di Murano e al Merletto di Burano sono state le prime in Italia a essere pubblicate sul Bollettino ufficiale. Ora si apre la fase di eventuali opposizioni da parte di terzi, della durata di due mesi. Successivamente il Ministero potrà trasmettere la decisione favorevole all’EUIPO per l’avvio della registrazione europea definitiva delle IGP.
“In Italia esistono almeno 94 produzioni artigianali potenzialmente candidabili a ottenere una IGP no food – ha evidenziato il Sottosegretario alle Imprese e al Made in Italy Mara Bizzotto –. Questo nuovo sistema rappresenta un passaggio storico per la tutela del Made in Italy manifatturiero e artigiano. Le indicazioni geografiche artigianali e industriali consentono di riconoscere e proteggere formalmente il legame strutturale tra prodotto e territorio, valorizzando competenze, tradizioni e identità produttive che rendono unico il nostro Paese”.
Bizzotto ha inoltre sottolineato come il nuovo impianto normativo rappresenti “uno strumento concreto di protezione contro contraffazioni, evocazioni indebite e fenomeni di Italian sounding, soprattutto nell’ambiente digitale e nei mercati internazionali”.
Attraverso la nuova procedura nazionale di registrazione, digitalizzata e gratuita, il Ministero punta infatti a sostenere un modello di sviluppo che trasformi l’identità produttiva dei territori in valore economico, reputazionale e competitivo, accompagnando le filiere artigianali italiane nel futuro dei mercati globali.
Per Confartigianato Imprese Veneto si tratta di un’opportunità strategica per molte produzioni regionali. “Le IGP no food possono diventare una leva fondamentale per contrastare imitazioni e concorrenza sleale – ha dichiarato il presidente Roberto Boschetto –. Pensiamo alle potenzialità di alcune lavorazioni del ferro battuto, della Ceramica di Nove, del marmorino veneziano o dei mobili in giunco: produzioni che custodiscono competenze antiche, qualità manifatturiera e una forte identità territoriale. Ora serve fare squadra ed è importante che l’Europa sia veloce nei tempi così come sono stati Regioni e Ministero”.
Boschetto ha poi posto l’attenzione sul tema più ampio del riconoscimento dell’artigianalità nel sistema economico italiano. “C’è un paradosso che non possiamo ignorare. Esistono tante imprese che continuano a lavorare secondo logiche profondamente artigianali e vogliono continuare a essere riconosciute come tali. Non si identificano in un modello industriale standardizzato. Eppure l’attuale normativa sull’artigianato spesso non riesce più a rappresentarle e a tutelarle. Ecco perché la nuova legge quadro dell’artigianato è così importante – ha aggiunto – perché riconosce finalmente che l’artigianalità non si misura soltanto con la dimensione dell’impresa, ma con il modello produttivo, con il ruolo dell’imprenditore, con il patrimonio di competenze, creatività e qualità che quell’impresa esprime”.
Il presidente di Confartigianato Imprese Veneto ha ricordato inoltre che tra il 2008 e il 2022 il numero complessivo delle imprese italiane è aumentato, ma molti nuovi imprenditori hanno rinunciato alla forma artigiana a causa di vincoli e limitazioni normative.
“Secondo una recente indagine Censis-Confartigianato 2025 – ha concluso Boschetto – oltre il 55% delle micro e piccole imprese non artigiane possiede già le caratteristiche tipiche dell’imprenditore artigiano. Tradotto in numeri, significa quasi 2 milioni di imprese italiane. È un dato che ci dice quanto sia urgente aggiornare il quadro normativo per renderlo coerente con l’evoluzione reale del tessuto produttivo italiano”.
Il presidente della 9ª Commissione Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare del Senato, Luca De Carlo, ha evidenziato il valore strategico del nuovo sistema di tutela. “L’Italia è leader in Europa con oltre 890 certificazioni tra cibo e vino. Più nel dettaglio, si contano circa 583 DOP e oltre 266 IGP, oltre alle specialità STG e a centinaia di vini certificati. La certificazione IGP tutela un prodotto la cui qualità, reputazione o altre caratteristiche dipendono strettamente dal territorio di origine: è esattamente ciò che vogliamo fare oggi anche con l’artigianato, un comparto che possiede enormi potenzialità di crescita e valorizzazione”.
Il presidente della Federazione legno e arredo di Confartigianato Imprese Veneto , Maurizio Cattai, ha richiamato l’attenzione sul valore storico e produttivo del comparto del mobile d’arte veneto. “È importante ragionare in termini di tutela e valorizzazione del nostro patrimonio produttivo, cominciando dal distretto del mobile d’arte e dello stile ‘in arte povera’ tra Verona e Padova, che rappresenta un patrimonio unico. Un’area che affonda le proprie radici già nel Cinquecento con la tradizione dell’intarsio del legno e che oggi coinvolge oltre mille aziende, molte delle quali artigiane, operative lungo tutta la filiera: dalla lavorazione del legno massello alla lucidatura fino ai componenti d’arredo su misura”.
In provincia di Verona si aggiungono ampie nicchie di produzioni territoriali nei seguenti settori: carpenteria e serramenti per l’edilizia (sempre nella zona della Pianura Veronese); marmo e pietra nelle aree tra la Lessinia e la Valpolicella, in particolare nei comuni di Dolcè, Sant’Anna d’Alfaedo, Rivoli veronese e Grezzana; un piccolo “agglomerato” veronese lo traviamo anche per il vetro, nei comuni di Dolcè, Sant’Anna d’Alfaedo e Sant’Ambrogio di Valpolicella.
Purtroppo, il nuovo impianto normativo presenta aspetti tecnici particolarmente complessi e richiede un forte lavoro di accompagnamento delle imprese. La norma è articolata e innovativa: proprio per questo le imprese devono essere aiutate a interpretarla correttamente e a costruire dossier solidi e coerenti con i requisiti europei. In questo percorso il supporto delle associazioni di categoria è fondamentale, sia sotto il profilo tecnico sia nella costruzione di una visione condivisa di tutela e valorizzazione delle produzioni territoriali.
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