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2 Ott 2018

TRASPORTI – Nuova stretta Austriaca su divieti e contingentamenti mezzi pesanti sul Brennero. Caregnato: “Decisioni unilaterali non più tollerabili”

Nell’indifferenza o silenzio istituzionale, a partire da domani, 3 ottobre, il Parlamento del Tirolo è pronto ad deliberare un’ulteriore stretta sulle limitazioni alla circolazione dei mezzi pesanti sull’Asse del Brennero.

Dall’estate 2019, dunque, potrebbero partire nuovi divieti in grado di limitare ulteriormente, assieme a quelli già in vigore, il traffico dei veicoli e delle merci da e per l’Italia.

L’implementazione di divieti e contingentamenti si concretizzerebbe nell’estensione del “divieto settoriale”, nelle restrizioni del divieto di circolazione notturno per le merci deperibili, nell’intensificazione del contingentamento in determinate giornate, nel divieto di circolazione nei sabati di gennaio e febbraio e, incredibilmente, nelle limitazioni applicate persino ai veicoli Euro 6, mezzi di nuova generazione in grado di limitare le emissioni e l’impatto sull’ambiente.

“Il Brennero è la porta tra il nord e il sud dell’Europa, non uno strumento economico a disposizione di un singolo paese per condizionare la competitività delle aziende di autotrasporto ed esportatrici italiane a favore delle proprie”. Non usa mezzi termini, Lucia Caregnato, presidente di Confartigianato Trasporti Verona, per commentare la nuova “stretta” che si sta profilando sul traffico merci da parte del Tirolo Austriaco sull’asse del Brennero.

“La spiegazione è sempre la stessa – aggiunge Caregnato –: ridurre l’inquinamento e preservare la salute degli abitanti. Fine nobile e condivisibile, ma al quale non mancano aspetti bizzarri. Se devi attraversare l’Austria in direzione Germania il traffico è contingentato per questioni ambientali, diversamente, se una volta passata la frontiera austriaca si svolta a destra in direzione Vienna, il veicolo, miracolosamente, non inquina più, anche se percorre una quantità di km superiori. Pare che si inquini solamente nelle relazioni tra Italia e Germania o tra Veneto e Baviera e non in quelle con destinazione Austria, anche se il percorso è superiore. Fine nobile e condivisibile si diceva, ma se si arrivano a prospettare divieti anche per i nuovi mezzi Euro 6, cioè veicoli di ultima generazione a basso impatto ambientale, significa che c’è qualcosa che non va. Tra i 60 e i 70 mila mezzi pesanti veneti, ogni anno, transitano dal Tirolo, e il governo Austriaco, in modo unilaterale, interviene pesantemente sul traffico Italia-Germania, una direttrice fondamentale per raggiungere i mercati di Germania, Austria e Paesi Scandinavi, naturale sbocco di moltissime delle merci prodotte nella nostra provincia e regione”.

“Per il nostro settore queste limitazioni potrebbero rappresentare una pesante mazzata – conclude la presidente di Confartigianato Trasporti Verona –, con un aumento del 10-15% dei costi di trasporto, costringendo le nostre aziende a trasferire il traffico sul Tarvisio. Come già accaduto, l’Austria adotta decisioni unilaterali, che colpiscono anche la Germania, con la quale invitiamo il nostro governo a dialogare per mettere un freno a questa situazione, mettendo in atto un’azione decisa e risolutiva presso la Commissione Europa: siamo in Europa, dove vige il trattato di Shenghen ed è inconcepibile che un paese adotti provvedimenti che ledono la libera circolazione delle merci e la libertà d’impresa, gravando sull’intero sistema produttivo nazionale”.

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