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18 Ott 2018

LEGGE DI BILANCIO 2019 – Il Presidente Merletti: “Manovra espansiva, ma prevalga spinta su investimenti”

Confartigianato condivide l’impostazione espansiva della legge di bilancio 2019, anche a debito, purché fatta più di spese per investimenti che di spese per assistenza. Gli artigiani e i piccoli imprenditori non si spaventano di contrarre debiti, se sono per investimenti”. E’ il giudizio espresso dal Presidente di Confartigianato Giorgio Merletti, il quale valuta positivamente la riduzione della pressione fiscale, sia sulle piccole imprese sia sulle aziende di maggiore dimensione, con gli sgravi sugli utili reinvestiti in ricerca, sviluppo, macchinari e assunzioni. Su questo fronte, secondo il Presidente Merletti è necessario procedere nella direzione di ridurre il costo del lavoro con la rimodulazione delle tariffe Inail a carico degli imprenditori artigiani, prima dei pagamenti del febbraio prossimo.

Apprezzamento di Confartigianato anche per le proroghe delle detrazioni fiscali per le ristrutturazioni degli immobili e la riqualificazione ed efficienza energetica, l’acquisto di mobili, la cura e sistemazione del verde. Bene il mantenimento delle agevolazioni fiscali per l’acquisto di beni strumentali all’attività di impresa (super ammortamento ed iper ammortamento) “di cui – sottolinea Merletti – attendiamo di conoscere l’entità delle rimodulazioni”.

Positivo anche il giudizio sulle risorse aggiuntive stanziate nella legge di bilancio per la ristrutturazione dell’autotrasporto merci e sulla cedolare secca sugli affitti degli immobili commerciali e produttivi.

Tra le misure più utili per dare impulso alle attività imprenditoriali, il Presidente di Confartigianato indica gli investimenti pubblici in infrastrutture, in particolare con lo sblocco dei bilanci dei Comuni virtuosi. A questo proposito, Merletti auspica un’anticipazione della revisione del Codice degli appalti per consentire una concreta applicazione dell’affidamento delle opere alle imprese ‘a kilometro zero’.

Secondo il Presidente Merletti “è necessario invece verificare con grande attenzione la sostenibilità della manovra laddove le spese siano di natura assistenziale, in particolare non è accettabile che gli artigiani versino contributi all’INPS per decenni e si ritrovino poi a percepire una pensione pari a quella di chi riceverà la pensione di cittadinanza senza aver versato nulla alle casse previdenziali. Sì al lavoro di cittadinanza, no al reddito di cittadinanza”.

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