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14 Feb 2018

ELEZIONI 2018 – Confartigianato Imprese Veneto presenta proposte e “cruscotto” che misurerà impatto provvedimenti emanati da legislatura

“Fateci una bella sorpresa. Non fateci sorprese”. Con questo slogan la Confartigianato Imprese Veneto ha presentato oggi, in conferenza stampa a Mestre, le sue proposte per i candidati alle elezioni politiche del 4 di marzo ed il “cruscotto” messo a punto per “misurare”, da oggi in poi, l’impatto, sulla burocrazia che attanaglia le imprese, di ogni provvedimento che sarà emanato nel corso della legislatura.

“I temi generali, fisco e burocrazia, assieme a tanti altri – ha esordito il Presidente Agostino Bonomo – sono all’interno del documento che Confartigianato nazionale ha già trasmesso ai partiti a livello nazionale. Confartigianato Imprese Veneto desidera però riprenderne alcuni e svilupparne di nuovi che verranno veicolati alle imprese ed ai candidati del territorio negli incontri che prenderanno il via questa settimana di iniziativa delle nostre associazioni locali”.

Partiamo innanzi tutto dall’analisi originale che l’Ufficio Studi della Federazione ha svolto sulla correlazione tra la società civile veneta ed i candidati per il 4 marzo. Il Rosatellum bis e le schede elettorali collegate permettono, grazie alle analisi di intenzione di voto dei due più accreditati sondaggisti (IPSO e SWG), di delimitare con buona affidabilità le persone che possono ambire ad un seggio. Sono state quindi correlate le composizioni sociali del Veneto con quella dei 93 candidati con più chances di vincere. Ne emerge una dicotomia che fa capire quanto sia profetico augurarsi che ‘non ci facciano sorprese’: Il 53% dei candidati sono liberi professionisti (41%) o politici di professione (12%), categorie che nella società rappresentano la prima il 2% ed i secondi non hanno sussistenza numerica. Anche le imprese non trovano rappresentanza adeguata: commercianti, artigiani, agricoltori, industriali, che sono il 23% della popolazione veneta che lavora, annoverano solo il 14% di loro colleghi tra le fila degli eleggibili.

“Se raffrontiamo tutto ciò con l’esito del sondaggio realizzato da Idea-Tolomeo per Confartigianato Veneto – commenta Bonomo -, sulla fiducia dei cittadini su diversi soggetti sociali, che vede sul podio: artigiani (81% di molta e abbastanza), medie imprese (73%) e scuola (70%), mentre  meno riconosciuti i liberi professionisti (30% di poca e nessuna) e sostanzialmente bocciati banche (68%) e partiti politici (83%), ne deriva tutto il disincanto diffuso degli elettori e quanto bisogno ci sia di iniziare a misurare sui fatti coloro che ci rappresenteranno. Rilanciamo allora il tema del ‘mostro’ rappresentato dalla cattiva burocrazia. Dopo anni di promesse inutili, di evocazioni sterili da parte di tutti o quasi i partiti, è giunta l’ora di misurare la distanza tra promesse e fatti e di non limitarci ad allargare le braccia. Misureremo, attraverso appositi indicatori, l’andamento dell’incidenza ‘adempimentale’ su sei versanti: Fisco, Lavoro, Urbanistica ed Edilizia, obblighi connessi all’anagrafe di cittadinanza, obblighi connessi all’esercizio di impresa, avvio di attività di impresa. Guardiamo a sé quest’ultima fattispecie, in quanto emerge una contraddizione tra l’importanza del ruolo dell’impresa e il disinteresse in proposito, almeno apparente, nei programmi dei Partiti. La dinamica della nati-mortalità delle imprese in Italia è preoccupante, cosi come è preoccupante la dinamica delle sue trasformazioni, sia di natura giuridica sia nel cambio di assetti proprietari. Sembra elementare, ma lo vogliamo ribadire: l’impresa è lo strumento per dare ricchezza e lavoro al Paese”.

Confartigianato Imprese Veneto, inoltre, afferma di voler verificare, provvedimento per provvedimento, se, quanto prevede lo small business act, che è legge italiana vigente (statuto delle imprese 15/11/2011 – art. 6: procedure di valutazione), venga rispettato. E fino ad oggi, purtroppo, non è stato rispettato. Si tratta, come prevede la legge, di valutare ex ante le ricadute burocratiche dei provvedimenti proposti, fin dal loro sorgere come idea. Sarà verificato, infine, se i contratti di lavoro nel pubblico impiego conterranno, tra gli obbiettivi, a maggior ragione se oggetto di premialità, la partecipazione dei lavoratori al processo di semplificazione, con la consapevolezza che, in proposito, vi sono responsabilità diverse in ordine alla diversa posizione rivestita dal dipendente pubblico .

“Tornando al documento nazionale – prosegue il Presidente – voglio sottolineare che, in tema di Fisco, per noi l’obiettivo guida dovrà essere la riduzione della pressione fiscale, che non sarà possibile senza la riduzione dei costi dello Stato. Abbiamo letto le diverse proposte relative alla Flat tax. Quando saranno meno generiche le esamineremo e (sempre che reggano al principio costituzionale della progressività fiscale), se consentiranno riduzione fiscale vera e semplificazione dell’attuale giungla di aggiustamenti a mezzo detrazioni (con relative complicazioni burocratiche e rischi connessi), avranno di sicuro il nostro consenso. Nel frattempo, la cosa che chiediamo sia fatta da subito è bloccare la firma dei decreti attuativi della legge delega di riforma delle procedure concorsuali oppure, come già capitò in Germania su un provvedimento analogo, consentire un lungo periodo di vigenza senza sanzioni, per dare tempo alle piccole imprese di adeguarsi. Sono a rischio almeno il 30% delle imprese artigiane e PI, in una realtà, quella veneta, già provata dalle gravi vicende delle due ex popolari con le ricadute in termini di indebitamento. E tutt’ora mancano i provvedimenti per individuare e consentire alle imprese di recuperare la condizione ‘in bonis’”.

“Ci rendiamo conto – prosegue – che il Paese, all’indomani del 4 marzo, si ritroverà, aggravata dal passare del tempo, l’agenda dei problemi che tutti conosciamo, a partire dalla necessità di riprendere il cammino delle riforme, che saranno condizione per una nuova legge elettorale, per continuare con un piano di investimenti che migliorino le condizioni di competitività dell’Italia e per ritornare al dialogo vero con chi, Francia e Germania in particolare, sta predisponendo la nuova Europa a due velocità. Chiediamo alle forze politiche di impegnarsi sul tema del debito pubblico e delle possibili coperture di garanzia europea e sul tema della capitalizzazione delle banche di tipo commerciale e tradizionale, che vede contrapposta l’Italia ai paesi con banche a trazione finanziaria”.

In Confartigianato Veneto si confida che, proprio in tema di riforme, la legislatura che verrà possa avere carattere “costituente” e ricercare le maggioranze richieste per i cambiamenti necessari. Il Paese non ha bisogno di sorprese e di una ennesima lista di promesse, ma di porre le premesse affinché le riforme si facciano per davvero e senza compromessi al ribasso a partire dal federalismo differenziato affinché diventi norma, e non grazioso dono di un negoziato. L’attuale confusione e appesantimento istituzionale fa emergere, giorno dopo giorno e da anni, troppi anni, il bisogno di un forte ammodernamento negli assetti del “chi fa cosa”. Regioni che sono virtuose e la cui economia corre e partecipa ai primati dell’export, come il Veneto, non possono subire altri freni imposti da Regioni che hanno altre priorità e altre velocità e che confidano su “spesa pubblica e diritti a prescindere”. La solidarietà essenziale resta un principio di base, ma se la parte del Paese che può fare risultati non viene messa nelle condizioni di farli, il Paese intero fallisce.

“Un invito finale – ha concluso Bonomo -: lo Stato ritrovi e coltivi autorità e autorevolezza. Autorità e autorevolezza anche in tema di prevenzione dell’immigrazione senza titolo e dei rimpatri conseguenti ad ingressi privi di presupposto.  C’è solo bisogno che la legge sia legge, per gli italiani e per gli stranieri. L’Italia, al di là dell’impegno che il Ministro dell’Interno sta mettendo sul tema, ha necessità di recuperare efficienza ed efficacia nella gestione della Giustizia e nella gestione del fenomeno migratorio, anche per evitare pericolose derive”.

STUDI

Correlazione tra la società civile veneta ed i candidati per il 4 marzo

Fiducia dei cittadini su diversi soggetti sociali

(Cliccare sulle immagini per ingrandire)

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