CORONAVIRUS - Codici Ateco inadeguati. Confartigianato: "Usare i big data della fatturazione elettronica"
26 Mar 2020

CORONAVIRUS – Codici Ateco inadeguati. Confartigianato: “Usare i big data della fatturazione elettronica”

Incertezze intollerabili. Così Confartigianato ha definito le modifiche dell’elenco delle imprese che possono continuare o meno l’attività (per l’elenco completo con codici Ateco CLICCA QUI) pubblicato nell’ultimo DPCM, proponendo l’utilizzo dei big data provenienti dalla fatturazione elettronica per identificare le imprese delle filiere di prodotti e servizi essenziali.

In questo mese di marzo abbiamo assistito ad uno stillicidio di provvedimenti finalizzati a contenere il contagio da Covid-19. Confartigianato, sin dall’11 marzo, ha indicato la strada di una chiusura estesa per contenere al più presto l’epidemia e di ridurre i tempi del lockdown.

Negli ultimi tre provvedimenti è stata utilizzata la classificazione Ateco 2007 per individuare le attività essenziali ma, come è ben noto nel dibattito tra economisti d’impresa, tale strumento è poco adatto per identificare le relazioni tra imprese all’interno delle filiere. Anche le matrici intersettoriali (input-output) non appaiono adeguate ad identificare le imprese essenziali nella lotta al coronavirus.

Inoltre la trasformazione digitale del sistema produttivo ha determinato una ricomposizione delle matrici tecnologiche e produttive delle imprese, riducendo il potere informativo degli attuali criteri di classificazione di attività economica (Ateco).

Per garantire la massima selettività, al fine di mantenere aperte le sole imprese attive in filiere essenziali, avremmo potuto usare i big data generati dalla fatturazione elettronica. Fin dall’estate del 2018 Confartigianato aveva evidenziato come l’analisi dei flussi dei dati di milioni di fatture elettroniche emesse in un anno consentirebbe di analizzare, in modo innovativo, la struttura delle filiere produttive e l’interdipendenza tra imprese. Gli spunti sono riportati dell’articolo ‘Dall’E-fattura miniera di dati per favorire le imprese’ pubblicato su Il Sole 24 Ore del 18 luglio 2018, ripreso sul nostro portale nazionale.

L’elaborazione di questi big data, processo concretamente possibile grazie alle eccellenze di capitale umano, di know how e tecnologia disponibili presso le Amministrazioni pubbliche che trattano i dati d’impresa, come l’Agenzia delle entrate e l’Istat, consentirebbe di individuare i fornitori delle imprese operanti nei settori essenziali o strategici, selezionando le sole imprese attive nelle filiere, ottimizzando l’intervento per ridurre i rischi di contagio.

Infine va ricordato che l’individuazione delle filiere attraverso questa metodologia è un vantaggio esclusivo nel panorama internazionale, dato che l’Italia è l’unico tra i maggiori paesi dell’Unione che prevede l’obbligo di fatturazione elettronica estesa a tutte le transazioni tra imprese.

X