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ENERGIA – Il Presidente nazionale Merletti scrive all’Autorità: “Ritirate delibera su socializzazione perdite causate da morosi”

“Le scrivo per esprimerLe la sentita preoccupazione e contrarietà di Confartigianato rispetto a soluzioni di socializzazione in bolletta del mancato pagamento degli oneri di sistema, per effetto del fallimento di società di vendita o di morosità dei clienti finali”. Inizia così la lettera che il presidente nazionale di Confartigianato Imprese, Giorgio Merletti, ha inviato a Guido Pier Paolo Bortoni, Presidente dell’ARERA, l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente.

Una missiva che partecipa al pressing che la Confederazione artigiana sta portando avanti per arrivare al ritiro di una delibera dell’Autorità per l’Energia ritenuta inaccettabile, perché “inaccettabile – ha spiegato anche Confartigianato Verona nei giorni scorsi – è far pagare ai consumatori in regola gli oneri di sistema non riscossi dai clienti morosi”.

“La morosità dei clienti – continua la lettera del Presidente nazionale di Confartigianato – è una degenerazione nelle relazioni commerciali con cui un’organizzazione come Confartigianato, rappresentativa di piccole imprese che si confrontano senza paracaduti sul mercato, si misura quotidianamente.

“Il rischio di impresa va circondato di cautele e garanzie che inducano comportamenti rispettosi delle regole mentre la socializzazione degli inadempimenti altrui e dei relativi costi, oltre ad essere iniqua nei confronti di chi si comporta virtuosamente, si presta a turbare gli equilibri di mercato e le sue dinamiche concorrenziali.

“Nei mercati energetici le filiere sono complesse e la morosità è il risultato finale di un processo in cui gli attori sono molteplici e le responsabilità non sempre correttamente attribuite. Un distributore che non misura, eppure percepisce la tariffa per il servizio o un venditore che non esercita la facoltà di switching con riserva o che in sede di contestazione rifiuti la rateizzazione nonostante le previsioni regolatorie, creano morosità esattamente come il “turista dell’energia”.

“E’ di tutta evidenza che nessuna di queste patologie viene risolta o men che meno scalfita da un approccio che socializza le perdite, ponendole a carico di chi non ha generato il problema. Al contrario tale soluzione determina un danno importante per il mercato che si vorrebbe liberalizzato e concorrenziale, rispetto a cui la bolletta di una piccola impresa non riesce più ad essere il termometro del suo funzionamento.

“Inoltre, poiché il noto pronunciamento del Consiglio di Stato ha in buona sostanza ratificato “il difetto di una previsione legislativa circa il soggetto che subisce le conseguenze dell’inadempimento dei clienti finali” è opportuno evidenziare che questa carenza di potere vale tanto nei confronti dei venditori quanto rispetto ai clienti finali adempienti.

“Tale statuizione, inquadrata nel delicato contesto istituzionale, potrebbe più opportunamente rappresentare l’occasione per porre l’attenzione sull’anomalia di un’obbligazione di carattere impositivo ad oggi regolata con le stesse modalità di un’obbligazione commerciale.

“Pertanto, l’auspicio che esprimiamo con forza è che il Collegio da Lei presieduto voglia considerare il ritiro del provvedimento sul meccanismo di attribuzione degli oneri dei clienti morosi in consultazione e, convocando tutti gli attori coinvolti, lavori nella direzione di proposte che affrontino la radice del problema e responsabilizzino tutti gli attori della filiera”.