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WELFARE – Progetto di Confartigianato Verona e Sindacati lavoratori per portare welfare artigiano e bilateralità sul territorio

Il “seme” piantato in occasione del convegno dello scorso 8 maggio, organizzato da Confartigianato Verona con le Segreterie provinciali di Cgil, Cisl e Uil, sta germogliando, sul territorio veronese, in occasioni di incontro con le Amministrazioni comunali, che l’Associazione artigiana e i sindacati tenteranno di trasformare in pianta carica di frutti.

Il welfare contrattuale sostenuto dalla bilateralità regionale, a cui possono accedere i lavoratori delle imprese artigiane, può intersecarsi con l’attività sociale delle amministrazioni comunali e intervenire in modo più cogente e diffuso. Di questo sono convinti i promotori dell’iniziativa.

Se è vero che in Italia il 98% delle imprese artigiane ha meno di 20 dipendenti e dà lavoro alla maggioranza dei lavoratori italiani, ossia al 56,4% degli occupati, si capisce la portata di una proposta che, uscendo dagli ambiti gestionali tipici della bilateralità e implementata sul territorio, può offrire aiuto a migliaia di famiglie, sia degli imprenditori, sia dei dipendenti dell’artigianato.

“Confartigianato Verona è orgogliosa di fare da apripista, in Veneto, di un percorso innovativo, condiviso con le sigle sindacali dei lavoratori, con il quale cercheremo di portare il welfare contrattuale dell’artigianato a livello territoriale – afferma Valeria Bosco, Segretario dell’Associazione artigiana scaligera –. Lo faremo grazie alla disponibilità delle amministrazioni comunali della provincia di Verona che desiderino collaborare a questo tentativo di innovazione sul tema del welfare. Alcuni dei 98 comuni veronesi – e li abbiamo contatti tutti – hanno già accolto positivamente il nostro invito e a stretto giro ne incontreremo le Amministrazioni”.

Confartigianato e i sindacati si sono confrontati per verificare, in termini di fattibilità, una maggiore fruibilità sul territorio provinciale delle prestazioni di Ebav (Ente Bilaterale Artigianato Veneto) e SaninVeneto (fondo regionale di assistenza sanitaria integrativa) rivolte ai lavoratori dell’artigianato.

“La nostra intenzione – spiega Maurizio Azzalin, segretario di Cgil Verona – è quella di favorire la creazione di una rete di Comuni informata e, di conseguenza, in grado di promuovere le prestazioni di welfare del sistema Bilaterale artigiano presso le famiglie dei lavoratori dipendenti e dei titolari delle aziende versanti che dovessero chiedere interventi sociali alle Amministrazioni locali, facendole in tale modo accedere ad aiuti economici che spesso non sono conosciuti dagli stessi lavoratori dell’artigianato”.

“La proposta – aggiunge Fabrizio Creston, Responsabile dipartimento Progetto Industria della Cisl provinciale – è anche indirettamente finalizzata a sostenere e rafforzare le iniziative che già le Amministrazioni promuovono, come ad esempio i contributi per i lavoratori con figli che utilizzino i mezzi pubblici o frequentino asili nido e scuole primarie. Le forme di sostegno possono essere molte e vanno studiate in collaborazione con gli Enti bilaterali e i comuni stessi”.

“Con tale proposta non si vuole in alcun modo sostituire le attività socio-assistenziali e contributive nelle quali già le Amministrazioni comunali si impegnano in favore dei propri cittadini – tiene a precisare Lucia Perina, Segretario generale della Uil di Verona – ma integrare il welfare locale con la bilateralità. La vediamo come un’importante opportunità per i lavoratori dell’artigianato dell’intera provincia di Verona e, per questo motivo, invitiamo le Amministrazioni comunali che non avessero ancora preso in considerazione il nostro invito, a contattarci per programmare un incontro nel quale verranno illustrati gli interventi della bilateralità e le forme in cui potrebbe concretizzarsi l’eventuale sinergia”.

Per informazioni è possibile prendere contatto con Confartigianato Verona: Michele Adami, tel. 0459211541, michele.adami@confartigianato.verona.it