tasse-catena

STUDIO – Classifica attrattività fiscale dei comuni: Sona, Sommacampagna e Legnago tassano meno

E’ Cavallino Treporti (Venezia) con 835,34 punti, il Comune veneto più attrattivo dal punto di vista fiscale. Questo il risultato della classifica elaborata dal Centro studi di Confartigianato Veneto (che ha preso in considerazione i 118 comuni della regione oltre i 5.000 abitanti e con il maggior numero di imprese).

I primi veronesi a comparire nella classifica dell’indicatore sintetico di attrattività fiscale sono Sona, in ottava posizione, con un indice IAF di 751,25 punti, tallonato da Sommacampagna (nono posto, con 749,86) e Legnago (decimo, a 744,24).

In dodicesima posizione Zevio, il cui indicatore registra un valore di 741,44, mentre Bussolengo è quattordicesimo (733,26) e Bardolino ventesimo (723,58).

In generale, i comuni veronesi selezionati per numero di abitanti, numero di imprese e numero di imprese artigiane, occupano posizioni di alta e media classifica. Cologna Veneta, ad esempio, riapre un gruppetto di comuni attrattivi dal punto di vista fiscale, attestandosi in trentatreesima posizione (indice 687,71), per poi passare a Bovolone (35°, con 682,83), Villafranca di Verona (36°, a 679,25), Castelnuovo del Garda (37°, con 678,64) e Caprino Veronese (38°, a 678,38).

Il Comune di Verona, invece, nell’indice generale risulta in novantacinquesima posizione (540,01), e tra i comuni capoluogo veneti, è preceduto da Vicenza (630,88) che si colloca però al 59° posto nel ranking, in 64ª posizione da Belluno (623,37) e da Venezia (556,23; 86ª posizione). Dietro Verona ci sono Treviso (529,46; 98ª posizione), Padova (517,50; 100ª posizione) e Rovigo (501,56; 104ª posizione).

In sintesi, sono 64 i comuni del campione veneto che hanno riportato un valore dell’indice al di sopra della media (621,94) e di questi ben 18 sono veronesi, mentre nella Top ten ci sono 5 trevisani, 3 veronesi ed 1 rispettivamente per Venezia e Padova. Il territorio della provincia di Treviso sembra essere in generale più attrattivo soprattutto per merito della forte diffusione della tariffazione puntuale per la TARI (per la parte variabile). Segnale che la sensibilità al riciclo ed il legame tra quantità di rifiuti e costi sostenuti sono la strada giusta per l’economia e l’ambiente.

Questa terza edizione della ricerca amplia in modo considerevole i Comuni analizzati che sono passati da 52 a 118. Una copertura del 20,4% del totale dei Comuni che “ospitano” nei loro confini ben il 59% della popolazione veneta, il 53,3% delle imprese artigiane ed il 59% delle attività imprenditoriali regionali. Altra novità – al fine di rendere più precisa la stima dell’impatto di IMU e TASI sulle realtà imprenditoriali -, è stata l’introduzione della media tra diverse aliquote catastali (uffici e studi privati (A10), negozi e botteghe (C1), laboratori per arti e mestieri (C3), opifici (D1) e altri fabbricati industriali (D7)). Inoltre, al fine di poter comprendere nell’elenco i Comuni (in numero sempre crescente) che adottano per la TARI la tariffazione puntuale (per la parte variabile), si è inserita la media dei costi sostenuti da tre imprese tipo.

In merito all’IMU, il comune più virtuoso risulta essere Negrar il cui valore medio delle 5 aliquote catastali si ferma allo 0,72%. Tra i municipi campione, Pescantina, Caldogno, Feltre, Monteforte D’Alpone, Chioggia, San Martino Buon Albergo, Piove di Sacco, Badia Polesine, Rovigo, Adria e Monselice sono invece quelli con aliquota IMU più elevata (1,06%).

A partire dal 2014 è stato introdotto un nuovo tributo locale, la TASI (Tassa sui Servizi Indivisibili) che riguarda i servizi comunali rivolti alla collettività. Molti comuni hanno scelto di adottare un’aliquota nulla per alcune tipologie di fabbricati (tra cui quelle considerate nel nostro studio). I comuni più vantaggiosi (ovvero quelli con aliquota pari a zero) sono tra gli altri Venezia, Padova, Rovigo, Trevignano, Villorba, Spresiano, San Donà di Piave, Feltre, Mestrino, San Martino Buon Albergo, Badia Polesine e Noventa Padovana dove l’aliquota è pari, per l’appunto, a zero. I comuni di Montebelluna, Cerea, Grezzana, Verona, Treviso, Piazzola sul Brenta e Monselice con un’aliquota pari allo 0,25%, sono invece i comuni meno virtuosi. Il comune più “vantaggioso” relativamente al tributo sui rifiuti (TARI), è Tezze sul Brenta, mentre quello più oneroso è Venezia.

In merito agli oneri di urbanizzazione il comune più virtuoso è Occhiobello. Di converso, il comune più oneroso è San Martino Buon Albergo.

Relativamente all’addizionale comunale IRPEF, Cittadella e Cavallino Treporti sono i comuni più vantaggiosi non avendo mai istituito l’addizionale IRPEF. Di converso, quasi la metà dei comuni considerati adotta un’aliquota pari allo 0,8%.

Considerando, poi, la tariffa media relativa al servizio idrico, il comune più virtuoso risulta essere Dueville (0,68 euro al metro cubo). Il peggiore è invece Marostica con 3,25 euro al metro cubo.

Infine, abbiamo considerato anche la tariffa relativa a fognature e depurazione: i comuni più vantaggiosi, sono Musile di Piave, Caorle, San Donà di Piave, Eraclea Jesolo (0,68 euro al metro cubo). Le tariffe più elevate riguardano tra gli altri i comuni San Martino di Lupari, Bassano del Grappa, Cittadella, Vigonza, Rubano, Campodarsego, Cassola, Rosà e Montegrotto (tutti con 1,61 euro).

“Una pressione tributaria ragionevole può certamente rappresentare un elemento di maggiore attrattività per le imprese – afferma Andrea Bissoli, Presidente di Confartigianato Verona -, anche se l’imposizione fiscale locale non è certo l’unico elemento che un imprenditore valuta. Tanti gli elementi, legislativi, di mobilità, di servizi immateriali e digitali, oltre alle aree dedicate agli insediamenti produttivi, che influenzano positivamente, se ci sono, o negativamente la scelta di dove insediarsi. Tutti importanti, tutti da monitorare, magari grazie ad indici originali come quello di attrattività fiscale inventato da Confartigianato Veneto”.

Importante anche l’efficienza, presa in considerazione dall’autorevole rilevazione Open Civitas (MEF e Sose aggiornati al 2016 e relativi al 2010), che in particolare, analizza i fabbisogni standard, la spesa effettiva storica ed il livello dei servizi offerti dai comuni (l’ufficio tributi, l’ufficio tecnico, l’anagrafe, i servizi generali (organi istituzionali e amministrazione), la viabilità, il trasporto pubblico locale, il verde pubblico, la gestione dei rifiuti, i servizi sociali, gli asili nido, la polizia locale, l’istruzione pubblica) a cui si riferisce l’87,8% degli impegni di spesa corrente dei comuni italiani.

Da un confronto tra questi due indicatori – che deve però tenere conto della differenza di anno di riferimento delle due rilevazioni – emerge con chiarezza una stretta correlazione tra attrattività (fiscale) ed efficienza (nei servizi erogati). Si passa da una percentuale nazionale del 34,1% di comuni efficienti (spendono MENO del fabbisogno standard e offrono PIÚ servizi), ad una quasi raddoppia, 67%, per i 579 comuni veneti. Che diviene addirittura del 73,7% nel nostro campione di 118 Comuni più strutturati da noi selezionati.

“Tra il 2011 ed il 2015, le imposte dirette e indirette prelevate dal totale delle Amministrazioni pubbliche – continua Bissoli – sono salite del 6,0%, trainate dall’incremento del 27,2% derivante dalle cinque primarie imposte locali cioè Irap, Addizionali Irpef, IMU e TASI, mentre le altre imposte locali e quelle centrali sono salite del 3,2%. Confartigianato, a partire da questa iniziativa, intende avviare, tramite le associazioni provinciali come la nostra, un confronto con le amministrazioni locali. Dal canto nostro, Confartigianato Verona, più volte, in passato e anche di recente, si è rivolta direttamente ai primi cittadini di tutti i comuni della provincia, chiedendo consapevolezza e sensibilità nella determinazione delle aliquote riguardanti le imposte locali. Certamente, ci rendiamo conto dei problemi che anche un’Amministrazione comunale deve affrontare, a fronte di continui tagli di risorse, ma ci aspettiamo che parta un cammino di maggiore attenzione. Troppo spesso la politica locale appare più preoccupata dei bilanci e meno del peso che la tassazione ha su imprese e famiglie. Il territorio veneto è stato a lungo un fattore competitivo positivo per il mondo artigiano. Cosa non più del tutto vera da quando nel nostro Paese si è innescato quel fenomeno di trasferimento della pressione fiscale dal livello nazionale a quello locale. Un peso, quello della tassazione locale sulle imprese, notevolmente aumentato in questi ultimi anni e soprattutto in modo per niente omogeneo. La fiscalità territoriale è oramai un fattore di politica economica in mano a Governatori, Sindaci ed amministratori locali, che non può e non deve essere né banalizzato né sottovalutato”.

VERONA – Indice di attrattività fiscale: dettaglio degli indicatori elementari

Campione comuni veronesi. Anno 2016. Valori normalizzati (da 100 a 1.000)

  Aliquota IMU Aliquota TASI TARI Oneri Urbanizz. €/mq Aliquota Addizionale Comunale IRPEF Tariffa Media Servizio Idrico Tariffa Fognature e Depurazione

Indice Attrattività Fiscale

Sona

685,00

1.000,00 853,18 884,63 100,00 832,01 903,91

751,25

Sommacampagna

735,29

1.000,00 889,02 788,75 100,00 832,01 903,91

749,86

Legnago

647,94

1.000,00 786,96 713,88 325,00 832,01 903,91

744,24

Zevio

894,12

208,00 901,15 788,37 662,50 832,01 903,91

741,44

Bussolengo

576,47

1.000,00 852,41 755,52 212,50 832,01 903,91

733,26

Bardolino

894,12

640,00 801,47 502,63 550,00 802,53 874,33

723,58

Cologna Veneta

152,94

1.000,00 971,78 853,31 100,00 832,01 903,91

687,71

Bovolone

417,65

856,00 908,63 761,63 100,00 832,01 903,91

682,83

Villafranca Di Verona

602,94

1.000,00 804,45 511,42 100,00 832,01 903,91

679,25

Castelnuovo Del Garda

576,47

460,00 792,56 807,09 437,50 802,53 874,33

678,64

Caprino Veronese

449,41

1.000,00 866,16 656,20 100,00 802,53 874,33

678,38

Monteforte D’Alpone

100,00

1.000,00 865,94 788,37 212,50 832,01 903,91

671,82

Sant’Ambrogio Di Valpolicella

258,82

1.000,00 906,84 751,32 100,00 802,53 874,33

670,55

Colognola Ai Colli

894,12

244,00 806,09 771,94 212,50 832,01 903,91

666,37

San Pietro In Cariano

523,53

640,00 871,21 753,61 100,00 832,01 903,91

660,61

San Giovanni Lupatoto

576,47

640,00 727,85 665,75 167,50 830,63 903,91

644,59

Pescantina

100,00

1.000,00 880,42 639,39 100,00 832,01 903,91

636,53

San Bonifacio

258,82

1.000,00 744,19 576,36 100,00 832,01 903,91

630,76

Cerea

814,71

100,00 928,13 609,59 100,00 832,01 903,91

612,62

Negrar

1.000,00

280,00 813,04 347,54 100,00 832,01 903,91

610,93

Grezzana

761,76

100,00 769,80 803,65 100,00 832,01 903,91

610,16

Valeggio Sul Mincio

735,29

424,00 825,03 392,23 100,00 802,53 874,33

593,35

San Martino Buon Albergo

100,00

1.000,00 818,77 100,00 212,50 832,01 903,91

566,74

Verona

682,35

100,00 478,91 722,94 100,00 832,01 863,84

540,01

Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato Imprese Veneto su dati comunali e MEF

 

Allegato

Lo studio completo