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Milleproroghe: passata la doppia fiducia. Novità per le Partite Iva

Camera e Senato hanno dato il via libera alla fiducia chiesta dal Governo sul decreto legge Milleproroghe. Ora si aspetta la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Molte le novità per le imprese che dovranno essere approfondite con l’ufficialità.

Partite Iva. Chi inizia l’attività nel corso del 2015, avendone i requisiti, potrà ancora adottare il vecchio regime dei minimi con imposta sostitutiva al 5% in alternativa al nuovo regime forfettario che portava l’aliquota sostitutiva al 15% e prevedeva tetti a seconda delle diverse fasce (da 15mila a 40mila euro) ma rischiava di penalizzare fortemente i lavoratori autonomi con Partita Iva, introducendo restrizioni e ostacoli come più volte denunciato anche da Confartigianato. A fronte delle proteste da parte di autonomi e professionisti, il Governo ha fatto dietrofront, almeno per il 2015.

Gestione separata Inps. Bloccato per quest’anno anche l’aumento dei contributi per gli autonomi iscritti alla gestione separata Inps, che restano al 27% per poi salire gradualmente.

Equitalia. Entro luglio, per i debiti il cui tempo di saldo è scaduto lo scorso 31 dicembre, viene concesso di concordare con il fisco un percorso di rientro dall’insolvenza e chiudere, così, le cartelle inevase.

Anticipo appalti al 20%. Per compensare split payment e reverse charge dell’Iva è prorogato fino a fine 2016 l’anticipo di una quota degli appalti alle imprese, quota aumentata al 20% per attenuare i problemi di liquidità delle aziende.

Imu e Tari. Da una parte viene rinviata l’Imu secondaria che consentirà agli Enti di riscuotere imposte di occupazione del suolo pubblico senza correre il rischio di contenziosi, e dall’altra vengono considerate valide esclusivamente le delibere in materia di Tari emanate entro lo scorso 30 novembre 2014.