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TRASPORTI – Occhio ai controlli sul recupero delle accise: la targa dei veicoli deve essere inserita in fattura

In occasione degli abituali contatti che manteniamo con l’Agenzia delle Dogane, al fine di erogare un sempre migliore e preciso servizio, siamo stati informarti che l’Agenzia ha attivato misure di controllo più rigorose nell’istruire le pratiche di verifica delle domande per ottenere i benefici fiscali sul gasolio per autotrazione.

Dalla dichiarazione di prossima presentazione, le verifiche non saranno più a campione o per casi particolari, ma per la generalità delle domande.

Una delle motivazioni che hanno portato ad estendere la verifica alla generalità dei casi, è da ricercarsi nel fatto che si sono riscontrati, in altre province, casi giudicati di illegittima compensazione di crediti richiesti a fronte di fatture di acquisto di gasolio nella rete stradale regolari, ma prive della indicazione della targa degli automezzi.

In questi casi è stato giudicato non certo l’utilizzo del carburante per i “veicoli ammessi”, è stata inoltre violata la disposizione che prevede che le fatture di acquisto in rete di gasolio ammesse al rimborso delle accise, debbano riportare il numero di targa dei veicoli.

La normativa è di qualche anno fa, si tratta delle legge finanziaria 2006 – L. 266/2005 , che ha modificato le disposizioni relative all’utilizzo della scheda carburanti introducendo, per gli autotrasportatori di cose per conto terzi, l’obbligo di richiedere al gestore dell’impianto di distribuzione carburanti il rilascio della fattura, in luogo dell’annotazione dell’acquisto sulla classica scheda carburante. La normativa prevede inoltre per le fatture differite, il rilascio all’atto del rifornimento, di un documento di consegna (bolla di consegna o documento equivalente) che deve avere le seguenti indicazioni minime: data e numero progressivo, dati identificativi del gestore dell’impianto e dell’acquirente, qualità e quantità del prodotto consegnato, corrispettivo pagato e la targa del veicolo.

Ciò nonostante, continuiamo a constatare che ancora oggi non sempre le fatture rispondono a questo preciso requisito.

Premesso questo, vi invitiamo a verificare con molta attenzione che sulle fatture di acquisto di carburante in rete siano sempre riportate le targhe relative agli automezzi per i quali è stato acquistato il gasolio, se la fattura non riporta questo dato è necessario chiedere al distributore la correzione della fattura con ogni possibile urgenza.

Per le fatture già emesse con computer, l’annotazione apportata successivamente a mano della targa dell’automezzo, purtroppo, sarà contestata in sede di controllo da parte dell’Agenzia delle Dogane. In tali casi, l’unica possibilità è che il fornitore emetta una dichiarazione, meglio su carta intestata, nella quale attesta che la fattura nr. xx , del xx/xx/xxxx, si riferisce a rifornimenti effettuati per il veicolo targato xxxxxxx. Come è facile immaginare, avere tale dichiarazione da un distributore distante centinaia di chilometri per un rifornimento, ad esempio nel mese di aprile, è cosa perlomeno lunga!

In ogni caso la targa degli automezzi deve essere sempre inserita in fattura e deve comparire su tutte le copie emesse; in caso di richiesta da parte dell’Agenzia delle Dogane, di copia del documento direttamente al fornitore, il documento non dovrà essere difforme rispetto alla vostra copia.

A partire da questo trimestre, come anticipatovi via mail, assieme alla dichiarazione accise dovremo consegnare copia dei documenti di acquisto del gasolio, pertanto le fatture di rifornimento in rete prive di targa non potranno essere considerate e quindi la quantità di carburante di tali fatture non sarà inserito nel calcolo dei litri acquistati per il periodo e minore sarà il beneficio fiscale.