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TRASPORTI – Dopo i gravi incidenti, Caregnato: “Cordoglio per vittime, vicinanza a feriti, grazie a Forze dell’Ordine e una raccomandazione: attenzione alla guida!”

“Il 6 agosto è stato e sarà ricordato come un giorno funesto per il Veneto: prima un incidente sulla A4 con due morti, poche ore dopo una seconda tragedia della strada nei pressi di Bologna, con un autotrasportatore veneto che perde la vita. Due incidenti col medesimo copione: tamponamento, incendio ed esplosione di gas liquido, con effetti devastanti sul raccordo della A14”. Questo il primo commento di Lucia Caregnato, presidente di Confartigianato Trasporti Verona, dopo i fatti dei giorni scorsi.

“Non sappiamo e forse non sapremo mai le vere cause di quest’ultima tragedia – continua Caregnato –, quindi ogni interpretazione sarebbe fuori luogo. A noi non resta che il cordoglio per il collega che ha perso la vita, il rammarico e la vicinanza ai tanti feriti e una raccomandazione generica, senza legami con gli ultimi eventi, ma estremamente importante: quando si guida si deve guidare e basta! E’ un’attività totalizzante e non è ammissibile fare altro. In questa stagione i rallentamenti improvvisi sono all’ordine del giorno, causati dall’aumento del traffico, da qualche sporadico cantiere o qualche incidente lieve, ma tutto ciò può trasformarsi in dramma se l’attenzione non viene rivolta esclusivamente al lavoro che si sta svolgendo”.

“Il trasporto su strada – aggiunge Luca Baldani Guerra, Coordinatore Categorie di Confartigianato Verona – è una funzione vitale per l’economia del Paese, compreso il trasporto di merci pericolose, come ad esempio il GPL. Si tratta di un trasporto eseguito da professionisti, specializzati e formati con abilitazione specifica, addestrati ed attrezzati per tale tipo di servizio. Si sono letti e sentiti commenti frettolosi e forse scarsamente informati: i trasporti stradali in regime ADR sono sicuri, certamente più sicuri delle altre modalità di trasporto. Si pensi, ad esempio, ai fatti di Viareggio: chi crede che sia preferibile trasportare merci pericolose su ferrovia dimentica o non si concentra su due aspetti basilari al fine di limitare i rischi: essere lontani dalle persone; frazionare il rischio. Le linee ferroviarie attraversano i centri abitati e i convogli possono raggiungere i 400 metri di vagoni adibiti al trasporto di merci pericolose. Al contrario, le autostrade e le arterie principali solitamente sono ai margini dei centri abitati ed un autotreno al massimo può raggiungere i 18,75 metri di lunghezza. Il potenziale rischio è quindi frazionato nel trasporto su strada. In questo senso si deve considerare anche la pianificazione urbanistica e dei tracciati stradali, creando arterie che siano efficienti per fluidità di traffico e impatto sui centri abitati. Per fare solo un esempio: sino a qualche tempo fa nella nostra provincia le maggiori arterie come Autobrennero, Serenissima e Transpolesana erano isolate dal contesto urbanistico edificato, ma con il passare degli anni sono state parzialmente conglobate in alcuni tratti da insediamenti anche abitativi. Forse, una pianificazione del territorio che tenga presente che uno spazio non deve per forza essere edificato sarebbe da tenere presente anche nei pressi delle grandi arterie”.

“Ciò che rimarrà degli incidenti del 6 agosto – conclude la presidente di categoria Lucia Caregnato – non sono certo le colonne di fumo svanite, o i viadotti crollati che saranno ricostruiti: rimarrà il dolore per chi ha visto morire i propri cari e deve rimanere il ringraziamento ed il plauso per i Vigili del Fuoco, per la Polstrada, le forze dell’ordine e gli ausiliari del traffico. A noi, utenti della strada, privati o professionali, rimane il dovere di non sottovalutare l’attività di guida. Come recitava una campagna informativa dell’Albo Autotrasportatori: siamo tutti sulla stessa strada”.