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TRASPORTI – Drastica riduzione del credito d’imposta sul carburante per taxi ed NCC. Ennesimo colpo gobbo del Governo

“In Italia abbiamo il livello di tassazione del carburante più alto d’Europa e provvedimenti come questi sembrano avere l’unico obiettivo di spezzare la schiena di noi artigiani, già provati dalla pressione fiscale, dall’abusivismo e dalla concorrenza sleale degli stranieri”. Questo lo sfogo del veronese Mauro Beccherle, Presidente provinciale e regionale di Confartigianato NCC, in merito alla riduzione del credito d’imposta nella percentuale del 49,41%, per il 2015 e del 56,87% dal 2016, rispetto a quanto spettante in base alle attuali disposizioni per il carburante impiegato da taxi, autovetture a noleggio con conducente (NCC) e motoscafi adibiti al servizio pubblico da banchina per il trasporto di persone di cui al punto 12 tabella A allegata al D.Lgs. n. 504/1995. E’ questo il “regalo di Natale” del Governo ai circa 200 tassisti e 50 imprese di noleggio auto con conducente veronesi (1.303 in Veneto e circa 60 mila in tutta Italia). Il taglio è contenuto nel D.P.C.M. del 29 settembre 2015 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’11 dicembre 2015.

“A conti fatti – continua Beccherle – la riduzione del rimborso delle accise di cui si parla, per chi lavora a pieno regime maturando circa 1.000 euro annui di credito d’imposta, si tradurrà in circa 500 euro in meno a disposizione per il 2015 e circa 600 euro in meno per il 2016”.

“Siamo di fronte all’ennesimo taglio ingiustificato operato dal Governo – denuncia il Presidente regionale di Confartigianato Taxi, Alessandro Nordio – si tratta di agevolazioni riconosciute e garantite alle imprese del settore da più di cinquant’anni. E si tenga presente che non parliamo di un privilegio destinato solo alla nostre imprese! Bensì di uno dei pochi strumenti, messi a disposizione dallo Stato, per poter fronteggiare parzialmente il peso opprimente delle accise sul carburante! Il servizio che svolgiamo – precisa il Presidente – è servizio Pubblico con obblighi precisi posti a garanzia dell’utente e del suo diritto alla mobilità. Tali obblighi hanno un costo economico che grava sulle imprese e il venir meno di tale credito provoca un aumento indiretto della tassazione. Tutto questo, contraddicendo nei fatti le affermazioni del Premier che parlano, nel nostro caso a torto, di un costante impegno per diminuire la pressione fiscale”.

La misura dell’agevolazione, contenuta nel DL 989 del 1964, prevede un rimborso di 359 euro ogni 1.000 litri di benzina e 330 euro per ogni 1.000 litri di gasolio; tuttavia, a seconda della dimensione della popolazione del Comune in cui circolano i mezzi delle imprese in questione, vi sono dei quantitativi massimi giornalieri di litri di carburante per i quali è possibile beneficiare del credito. Una ulteriore riduzione d’ufficio, viene applicata sui giorni lavorati che vengono ridotti portando il numero di quelli riconosciuti ad un massimo di 22 gg. Mese. Pertanto, il provvedimento originale prevedeva al suo interno strumenti significativi per limitare quanto dovuto all’Impresa a titolo di credito d’imposta e scongiurare abusi.

“Pochi spiccioli per lo Stato – concludono Nordio e Beccherle -, tra taxi e noleggio il taglio porterà nelle casse dello Stato circa 3 milioni di euro. Ma denari importanti per i nostri bilanci già all’osso. Stiamo valutando forme di protesta alternative che danneggino i “gabellieri” e non l’incolpevole utenza, visto che lo Stato incassa, a titolo di accise carburanti, dall’intera platea dei contribuenti, 25 miliardi di euro all’anno”.