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TRASPORTI – La Commissione Lavoro del Parlamento Europeo si pronuncia su distacco, cabotaggio e divieto di riposo in cabina, per il quale arrivano le sanzioni

La Commissione Lavoro del Parlamento Europeo (EMPL), il 27 aprile scorso, ha adottato tre importanti pareri in merito al cosiddetto “Pacchetto Mobilità”, sui quali l’UETR, il sindacato europeo delle associazioni dell’autotrasporto cui aderisce Confartigianato Trasporti, ha prodotto un’informativa nella quale sottolinea come si tratti si semplici pareri, non vincolanti, ma che sicuramente segnano un passaggio importante, poiché possono decisamente condizionare le scelte della Commissione Trasporti del Parlamento Europeo nelle future decisioni che saranno assunte a metà maggio.

I pareri espressi riguardano tre tematiche molto importanti per il settore quali: il distacco dei lavoratori, il cabotaggio e il divieto di riposo in cabina. Per ciascuno dei tre temi la Commissione Lavoro del Parlamento Europeo, accogliendo le posizioni espresse da Confartigianato Trasporti ed UETR, ha così motivato:

  • > Distacco lavoratori: è necessaria l’applicazione delle regole sul distacco sin dal primo giorno nei casi di trasporto internazionale, non solo per le ipotesi di cabotaggio.
  • > Cabotaggio: sia stabilito il limite consecutivo di due giorni per le operazioni di cabotaggi e venga previsto un periodo di attesa di sette giorni (cosiddetto “raffreddamento”) tra due periodi di cabotaggio.
  • > Divieto di riposo in cabina: si propone di rendere più flessibile il tempo di riposo dei conducenti, consentendo loro di prendere due periodi ridotti di riposo settimanale (21 ore).

La Commissione Lavoro ha inoltre concordato sulla necessità di vietare categoricamente i periodi di riposo settimanale da trascorrere nel veicolo.

Intanto, con circolare del 30 aprile 2018, il Ministero dell’Interno ha finalmente reso operativo in Italia il divieto di riposo settimanale regolare in cabina, prevedendo l’applicazione delle relative sanzioni per i trasgressori.

Già la sentenza della Corte di Giustizia Europea del 20 dicembre 2017 aveva sancito, come statuito dal Regolamento CE N. 561/2006 sui tempi di guida e di riposo, il divieto per l’autista di svolgere il riposo settimanale regolare (45 ore) a bordo del mezzo, (mentre è possibile farlo nel caso dei riposi quotidiani e di quello settimanale corto). Purtroppo tale divieto non era mai stato fatto rispettare in Italia per mancanza della relativa sanzione, che doveva essere definita a livello nazionale.

Con la circolare diffusa il 30 aprile, il Ministero dell’Interno, d’intesa con il Ministero dei Trasporti, ha fornito indicazioni precise e di immediata applicazione chiarendo che: il riposo settimanale regolare a bordo del veicolo possa essere considerato come non goduto e pertanto potrà essere contestata la violazione di cui all’art. 174, comma. 7, C.d.S., nell’ipotesi più grave indicata nel terzo periodo (mancato rispetto dei limiti prescritti per oltre il 20 per cento), con sanzione pecuniaria da 425 a 1.701 euro.

Potendo la violazione essere accertata esclusivamente nel momento in cui viene commessa, ad essa consegue il ritiro dei documenti di guida con intimazione a non riprendere il viaggio fino al completamento del prescritto riposo nella modalità corretta.

Si allega circolare del Ministero dell’Interno