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22 Apr 2015

PANIFICATORI – Nascono marchio “Forno di Qualità” e disciplinare per qualificare imprese del Veneto

Un marchio distintivo per i veri produttori di pane fresco e un disciplinare per la qualificazione delle imprese di panificazione. “Finalmente!”, è il commento di Andrea Bissoli, Presidente di Confartigianato Verona, al termine della conferenza stampa di presentazione del marchio “Forno di Qualità”, richiesto, da anni, dalla categoria dei panificatori, e oggi diventato una realtà grazie alla lungimiranza e alla sensibilità dimostrata dalla Regione Veneto. “Tutti noi siamo consumatori – continua Bissoli – e ora potremo almeno distinguere i veri produttori di pane fresco”.

Secondo uno studio di Confartigianato, negli ultimi due anni in Veneto ed in Italia è letteralmente esploso l’import di prodotti da forno e farinacei dall’Est Europa (Ungheria, Slovenia, Polonia Repubblica Ceca, Slovacchia e Romania). Siamo passati da 4 a 8 milioni di euro (+100%). Fenomeno che si lega al boom della produzione di “pane appena sfornato” da parte soprattutto della grande distribuzione. “Un inganno vero e proprio – è la posizione di Luigi Curto, Presidente regionale di Confartigianato -, visto che si tratta di prodotto surgelato e solo cotto nel luogo di distribuzione, incentivato dall’assenza di regole e possibilità di distinzione che sta facendo imporre, come troppo spesso accade, la logica del prezzo a discapito della qualità”.

“Oggi – riprende Bissoli -, grazie a ‘Forno di Qualità’, il marchio promosso dalla Regione veneto al fine di valorizzare l’attività di panificazione e migliorare l’informazione al consumatore, almeno l’inganno, non sarà più possibile. Un grande risultato per i consumatori, che potranno finalmente comperare pane consapevolmente ma anche per i produttori, in particolare quelli artigiani che, anche in questi anni di crisi e di calo dei consumi, hanno comunque tenuto, con forza e determinazione, sorretti dalla loro qualità. Una sopravvivenza messa in pericolo, negli ultimi due anni, dalla concorrenza sleale del falso pane fresco”.


Dati regionali e provinciali

La concorrenza, dopo la crisi ed il calo dei consumi, sta minando la forza dei panificatori artigiani che, negli ultimi 6 anni, erano calati solo del -4,8%. In valore assoluto -84 imprese con una media di 10 all’anno, ma una progressione doppia negli ultimi due anni in cui la contrazione è passata a 20 forni in meno.

Oggi, in regione Veneto, lavorano 1.655 imprese, la maggior parte delle quali sono forni che producono pane fresco 1.544. Questa tipologia di azienda è quella che regge meglio la crisi.

Venezia è la provincia con il numero maggiore di imprese di panificazione 348, Belluno quella con il numero minore (89) ma in ragione di una popolazione molto inferiore.

Rovigo, Padova e Verona sono le province dove si è concentrata maggiormente la riduzione di imprese negli ultimi 6 anni rispettivamente -9,4%, -7,6% e -6,1%. Bene invece Belluno e Venezia, con rispettivamente una variazione del +2,3% e -1,4%.

Attualmente, la provincia di Verona conta 263 imprese di panificazione.

La spesa media mensile delle famiglie venete per generi alimentari e bevande è calata negli ultimi anni regredendo ben oltre i livelli del 2007: 436,3 euro. Quella specifica per pane e crackers è invece calata rispetto al 2007 del -7,6%: 29,3 euro. I Veneti spendono ogni anno 10 milioni 400 mila euro all’anno, -2,4% dal 2007, per alimentari e bevande; 700 mila euro per pane grissini e crackers, -5,6% sempre rispetto al 2007.

In Veneto, le imprese artigiane del comparto della panificazione sono 1.655. Negli ultimi sei anni si è registrato un calo del 4,8%.


“Per salvare tutto questo – conclude Bissoli, Presidente di Confartigianato Verona – la nostra federazione regionale ha chiesto ed ottenuto il marchio che veicoli il messaggio di offerta locale, tipica e di qualità. Attraverso un disciplinare sono state fissate regole chiare e precise, tutte orientate al principio della qualità che le imprese che vogliono potersi fregiare del marchio devono rispettare. Il disciplinare quindi definisce il processo di selezione delle materie prime, il ciclo produttivo e le tecniche di lavorazione del ‘pane’, con l’obiettivo di garantire al consumatore un’offerta che risponda il più possibile alle tradizioni e alle specialità locali e sia coerente al fattore ‘qualità’. Il marchio verrà rilasciato alle imprese che ne faranno richiesta alla Regione Veneto, previa la verifica dei requisiti previsti dal disciplinare. Il provvedimento infine, istituisce il registro regionale delle specialità da forno tipiche della tradizione del Veneto, elencando tutti quei prodotti di pasticceria, panetteria e biscotteria che fanno parte della storia della nostra Regione, al fine di tutelarne le ricette e salvaguardarli da fenomeni di imitazione e contraffazione. La cosa importante, ora, è che gli artigiani panificatori del nostro territorio si sentano coinvolti e decidano di adottare il marchio, cosa che potranno fare rivolgendosi a Confartigianato Verona, che può fornire tutta la documentazione necessaria”.

MATERIALE

Per informazioni: tel. 045 9211555, paolo.ragno@artigianiupa.vr.it