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LAVORO – Rinnovato il contratto nazionale dei settori Metalmeccanica, Impianti, Autoriparazione, Orafi e Odontotecnici

Il 24 aprile, a Roma, Confartigianato Autoriparazione, Confartigianato Metalmeccanica di Produzione, Confartigianato Impianti, Confartigianato Orafi, Confartigianato Odontotecnici, insieme alle altre organizzazioni artigiane e i Sindacati di categoria hanno firmato l’accordo per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro dell’area Meccanica.

Il contratto si applica alle imprese artigiane dei settori metalmeccanica ed installazione di impianti, autoriparazione, orafi, argentieri ed affini, odontotecnici.

L’accordo introduce positive novità per quanto riguarda il mercato del lavoro, la flessibilità oraria e la flessibilità organizzativa. Tra queste, si amplia la possibilità di assumere lavoratori con contratto a tempo determinato e si prevede l’adeguamento della disciplina al Decreto Legislativo 81/2015 (la nuova disciplina sui contratti di lavoro e le mansioni prevista dal Jobs Act), in particolare per quanto riguarda la normativa dell’apprendistato professionalizzante. Inoltre si introduce un nuovo regime di flessibilità oraria che non stabilisce un monte orario massimo annuale. Vengono anche aggiornate le ipotesi di licenziamento per mancanze e viene esclusa l’applicazione del lavoro straordinario ai lavoratori con funzioni direttive (quadri e impiegati con funzioni direttive) ed è previsto il riconoscimento di una specifica indennità.

Dal punto di vista retributivo, l’intesa siglata prevede un aumento salariale a regime di 42 euro per il Livello 5° Settore Metalmeccanica ed Installazione di Impianti, di 42 euro per il Livello 5° Settore Orafi, Argentieri ed Affini e di 41,50 euro per il Livello 4° Settore Odontotecnica.

Soddisfazione per l’accordo raggiunto viene espressa dal Presidente di Confartigianato Meccanica, Paolo Rolandi, il quale in questi mesi ha guidato la delegazione di Confartigianato al tavolo della trattativa con i Sindacati. “E’ stato un negoziato impegnativo – sottolinea il Presidente Rolandi – che si è concluso dopo una lunga fase di stallo.  Al di là dell’accordo economico che possiamo considerare di soddisfazione per le imprese, siamo soddisfatti per aver introdotto ulteriori elementi di flessibilità e per aver finalmente trovato il giusto riconoscimento per la figura del meccatronico per il settore dell’autoripararazione”.

Rolandi sottolinea anche “l’importanza di aver escluso l’eventualità che nel paventato “contratto di cantiere” vengano ricompresi anche i lavoratori del comparto metalmeccanico ed in particolare quelli del settore dell’impiantistica”.