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IMPIANTI – F-GAS: Confartigianato critica normativa e controlli con questionario on-line. Forcellini: “Attenti alla risposta. Contattateci!”.

In queste ore il Ministero dell’Ambiente sta inviando tramite Posta Elettronica Certificata, quindi a tutti gli effetti una comunicazione formale al pari di una Raccomandata AR, una lettera nella quale si invitano le imprese registrate nel registro nazionale F-gas, ma non ancora certificate come imprese, ad accedere al sito F- gas, utilizzando il codice fiscale dell’impresa e il proprio numero di iscrizione inserito nella comunicazione ricevuta a mezzo PEC, per compilare e inviare un questionario nel quale si deve specificare il motivo della mancata certificazione.

“L’iniziativa ministeriale, che rientra nell’attività di vigilanza e controllo, ha come motivazione la fortemente criticabile supposizione che una impresa registrata, ma non certificata, possa esercitare abusivamente l’attività di installazione e manutenzione di impianti contenenti alcuni gas fluorurati”. Confartigianato Verona spiega così l’iniziativa del Ministero, che, con questa comunicazione, chiede formalmente di riferire sul perché tale certificazione non sia ancora stata ottenuta ed impone all’impresa di motivarne le ragioni attraverso l’accesso al sito F- gas, entro 15 giorni.

“Nel questionario on line – afferma Flavio Forcellini, Presidente degli Installatori di Impianti veronesi di Confartigianato -, le risposte per motivare la mancata certificazione come ‘impresa’ sono solamente 5 e sono predefinite; non è presente, purtroppo, un’ipotesi del tipo ‘altri motivi’, come ad esempio i costi elevati della certificazione impresa che, fino a prova contraria, è uno dei veri motivi”.

Le possibili motivazioni da presentare al Ministero, sinteticamente, sono le seguenti: in attesa di rilascio certificato; non svolgimento di attività inerente gli F-gas; difficoltà di reperimento degli Organismi di certificazione; non conoscenza degli obblighi; cessazione attività dell’impresa.

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L’immagine del sito F-GAS che riporta il questionario che siete tenuti a compilare, se non certificati come IMPRESA, entro 15 giorni dal ricevimento della PEC.

Confartigianato Verona richiama l’attenzione sulla “delicatezza” della scelta della risposta ‘unica’ da fornire formalmente. “Fermo restando che qualsiasi risposta vera e dimostrabile appare assolutamente legittima – continua Forcellini -, eccezion fatta per quella inerente alla ‘non conoscenza degli obblighi’, poiché non si spiegherebbe il perché l’impresa abbia utilizzato il periodo di certificazione provvisoria all’avvio del registro, segnaliamo che alcune delle risposte possibili potrebbero attivare una successiva attività di vigilanza ben più approfondita”.

La più frequente e in un certo senso la maggiormente sostenibile risposta, perché implica una sorta di “inversione della prova”, potrebbe essere quella di “non esercitare attività”. Si tratta di motivazione da preferire e pienamente legittima se tale è il caso. Diversamente, secondo Confartigianato, le altre risposte si prestano tutte ad un approfondimento dei fatti da parte del Ministero e quindi ad una maggiore e più certa verifica.

Confartigianato ha criticato formalmente l’iniziativa del Ministero e sta preparando azioni sindacali per invitarlo a prendere misure di quadro più efficaci, quali interventi su: l’inutile, doppia certificazione per persone e per imprese nel caso di imprese individuali; la procedura italiana complessa, farraginosa, costosa per il Piano di qualità, con modalità non previste dalle norme UE; i costi e le penali per il trasferimento della certificazione delle persone; l’inusuale, inutile e costosa periodicità annuale (anziché triennale o quinquennale) della sorveglianza nel caso di certificazione delle persone; l’inutile e burocratica dichiarazione annuale prevista dall’articolo 16 DPR 43/2012.

“Confartigianato Impianti critica fortemente buona parte di tutto l’impianto normativo inerente la gestione degli F-gas – spiega il presidente di categoria Forcellini -: una normativa complessa per tutti, costosa per le imprese e probabilmente inutile per la tutela dell’ambiente. Nelle prossime settimane ci saranno ulteriori incontri, anche con il Ministero dell’ambiente, per proporre modifiche ed aggiustamenti anche a questo sistema di somministrare questionari che suonano ‘stonati’ e oggettivamente carenti nelle ipotesi di risposta da fornire. In ogni caso, rammentiamo che, sin dall’entrata in vigore del regolamento che disciplina l’installazione e la manutenzione degli impianti e delle apparecchiature contenti alcuni gas fluorurati, Confartigianato Verona e la propria società UPA Servizi sono sempre state al fianco degli imprenditori associati per accompagnarli nell’iscrizione al registro nazionale degli operatori F-gas; per le certificazioni come persona e impresa; per la consulenza ambientale su tale questione e per la consulenza sulla sicurezza di tali impianti. Il consiglio che possiamo dare è, qualora riceviate la PEC dal Ministero, di prendere contatto con la nostra sede per informazioni e per un’eventuale valutazione della propria posizione, nonché per completare eventuali percorsi non ancora definiti”.

RIFERIMENTI PER I SERVIZI FGAS:

Per informazioni inerenti l’accompagnamento alla certificazione e servizi formativi:

Per informazioni inerenti i servizi ambientali e mantenimento iscrizione FGAS:

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