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CONFARTIGIANATO – Stop ai concordati preventivi a prezzo di saldo a scapito dei fornitori

Grazie a Confartigianato, si prospettano tempi più duri per i furbetti dei fallimenti pilotati che da ora in avanti faranno più fatica a sbarazzarsi dei debiti a costi irrisori, a danno dei fornitori, spesso piccole imprese.

Un freno a questa pratica, purtroppo diffusa, arriva dal Decreto Legge sui Fallimenti varato in via definitiva ad agosto dal Senato. Le novità mirano a riequilibrare la legislazione sulle crisi d’impresa assai sbilanciata nella tutela delle aziende in crisi, a volte a danno dei loro partner commerciali.

Un emendamento all’articolo 4, sollecitato proprio da Confartigianato, fissa nuovi requisiti per le proposte di concordato preventivo. Per essere considerate ammissibili, le proposte dovranno assicurare il pagamento di almeno il 20% dei crediti chirografari; al di sotto di questa soglia non sarà possibile nessuna proposta di accordo.

Un ulteriore novità, a tutela delle piccole imprese, riguarda la facoltà concessa ai creditori di presentare  proposte di concordato preventivo alternative a quella dell’imprenditore in crisi. Le potranno avanzare i creditori che rappresentino almeno il 10% dei crediti. Le proposte non saranno però ammesse se l’ipotesi di concordato del debitore “assicura comunque il pagamento, anche dilazionato, di almeno il 40% dei crediti chirografari”.