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COMPRO ORO – Stabilito il costo di iscrizione al registro, attivo dal 3 settembre. “Aumento burocrazia e costi per orafi artigiani”

I propositi di semplificazione e di aiuto alle imprese, soprattutto quelle piccole, sembrano non trovare riscontro nella circolare 30/18 del 26 luglio, pubblicata dall’Organismo degli Agenti in attività finanziaria e dei Mediatori creditizi, che carica per legge sugli orafi artigiani il peso di provvedimenti creati per combattere il riciclaggio nell’ambiente dei cosiddetti compro oro.

“Per i 1.259 orafi artigiani veneti – afferma la Presidente di Confartigianato Orafi veneta, Guglielmina Peretto –, sono infatti in arrivo un aggravio importante di burocrazia e di costi, almeno 500/600 euro ad azienda, e non si hanno ancora indicazioni sui costi di manutenzione annua. In Veneto stimiamo almeno 630mila euro di costi”.

L’OAM, dopo aver deliberato l’entità del contributo, previsto dalla legge, che dovrà essere versato dagli operatori per l’iscrizione al Registro, ha comunicato che dal 3 settembre prossimo sarà operativo il Registro dei compro oro.

“Abbiamo da sempre manifestato la nostra contrarietà agli sproporzionati adempimenti burocratici ed economici previsti dal decreto di regolamentazione dell’attività dei compro oro – aggiunge Andrea Bissoli, Presidente di Confartigianato Verona –, che non semplificano ma complicano la vita agli orafi artigiani, che in provincia di Verona, secondo i dati della Camera di Commercio, si contano in 180 unità imprenditoriali attive”.

Per iscriversi al registro ‘compro oro’ vige l’obbligatorietà di: un indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) valido e attivo; una firma digitale intestata al richiedente l’iscrizione (in caso di società, intestata al legale rappresentante); documento di riconoscimento in corso di validità del richiedente l’iscrizione (in caso di società, il documento del legale rappresentante); attestazione, rilasciata dalla Questura territorialmente competente, del possesso e perdurante validità della licenza; copia del pagamento effettuato del contributo di iscrizione nel Registro (di cui alla Circolare OAM 30/18); copia del pagamento effettuato della Tassa di concessione governativa, pari ad Euro 168,00, nei confronti dell’Agenzia delle Entrate, ai sensi del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 641, ai fini dell’efficacia dell’iscrizione nel Registro.

“Per quanto riguarda i costi – prosegue Bissoli –, anche se i contributi di iscrizione non sono altissimi, appare incredibilmente e vergognosamente trascurabile la differenza tra quello che devono pagare le imprese che svolgono l’attività in via prevalente, ossia i compro oro (230 euro per Società di persone e di capitali e 120 euro per ditte individuali) da quelle che la praticano in via secondaria, ovvero gli orafi (210 euro per Società di persone e di capitali e 100 euro per ditte individuali), a cui vanno aggiunti la tassa governativa ed i costi per l’apertura di un conto corrente dedicato. Inoltre, nella circolare dell’OAM si parla di contributi per l’iscrizione ma ancora non sono state definiti gli importi da versare per le successive annualità; i criteri e le modalità per il versamento del contributo 2019 saranno comunicati entro maggio dello stesso”.

Per informazioni in materia, Confartigianato Verona è a disposizione al numero 0459211555, michele.piccoli@confartigianato.verona.it.

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