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12 Mar 2019

BENESSERE – “Attenzione a pelle, capelli e salute!”. Allarme per proliferare piattaforme che offrono servizi “hair & beauty on demand”

Nel settore del benessere e della cura della persona è allarme per il proliferare di piattaforme di servizi “hair & beauty on demand” che offrono “servizi itineranti e a domicilio” per il taglio dei capelli, manicure e trattamenti estetici che troppo spesso vengono proposti da soggetti scarsamente o per nulla professionali che ignorano sia i requisiti igienico-sanitari, sia quelli della sicurezza. L’innovazione tecnologica ha infatti favorito la creazione di siti dedicati al wellness in un settore già ad alto rischio per i consumatori, da troppo tempo vittime del fenomeno del low-cost, dell’offerta di trattamenti a prezzi “stracciati”.

Da una elaborazione di Confartigianato Imprese Veneto delle stime Censis sul fenomeno dell’abusivismo, emerge che solo in Regione Veneto operano circa 10mila, tra acconciatori e centri estetici abusivi del tutto o in parte, per un giro d’affari di circa 200 milioni di euro all’anno.

“Bisogna fare attenzione – ammonisce la Presidente nazionale e regionale di Confartigianato Benessere, Tiziana Chiorboli –. Quasi quotidianamente, attraverso i media, ci arrivano notizie di consumatori danneggiati, talvolta anche gravemente, da pratiche mal eseguite o in assenza delle prescrizioni di legge, o a causa di prodotti di scarsa qualità o scaduti. O, ancora, dall’utilizzo scorretto di apparecchiature o dalla mancanza di sterilizzazione degli strumenti”.

“E’ importante – aggiunge Andrea Bissoli, Presidente di Confartigianato Verona – che il cliente tenga presente che, nel nostro Paese, le attività di acconciatura ed estetica sono regolamentate rispettivamente dalle Legge 174 del 2005 e dalla Legge 1 del 1990, sia con riferimento alla formazione obbligatoria per gli operatori, sia rispetto ai requisiti igienico-sanitari dei locali nei quali l’attività viene svolta con scelte consapevoli. L’offerta di professionisti seri, corretti e aggiornati non manca: se in Veneto operano 8.434 acconciatori regolarmente iscritti alle Camere di Commercio e 3.509 centri di estetica, in provincia di Verona contiamo 1.815 imprese di acconciatura, 737 estetiste e 106 tatuatori. Una rete capillare e proporzionata alla popolazione”.

“E’ evidente come, ad esempio, all’offerta di servizi ‘itineranti’ – afferma la Presidente di categoria Chiorboli – non possa corrispondere la tutela della salute del consumatore voluta dalle norme vigenti che, non a caso, prevedono lo svolgimento dell’attività in sede fissa, se non con alcune particolari eccezioni. Le norme, nello stesso tempo, impongono il divieto dell’esercizio in forma ambulante, l’obbligo della presenza stabile e della relativa indicazione ed identificazione del Responsabile Tecnico, il rispetto dei requisiti igienico-sanitari e – per le attività estetiche – l’osservanza del Decreto relativo all’utilizzo delle apparecchiature elettromeccaniche. In molti casi, si tratta di proposte che determinano concorrenza sleale nei confronti degli operatori regolari e di pericolose risposte all’esigenza del cliente di ‘ritagliarsi’ del tempo per la cura dell’immagine”.

Confartigianato Benessere, che ha sempre contribuito in tutte le sedi istituzionali alla costruzione di regole certe a tutela degli operatori e dei loro clienti, sottolinea l’importanza di una corretta e costante informazione nei confronti del consumatore rispetto ai rischi derivanti da trattamenti eseguiti senza il rispetto delle prescrizioni, affinché si affermi sempre più l’importanza di affidarsi ad operatori qualificati a garanzia della corretta esecuzione dei trattamenti.

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