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ALIMENTAZIONE – Decreto Dignità, Bissoli: “Nessuna speranza per le nostre imprese che sono nella terra di mezzo, né agricole né commerciali”

Pasticceri, panificatori, lavorazione carni e caseari, ma anche birrai e ristoratori e molto altro. Sono le imprese dell’alimentazione artigiana, quasi 1.300 in provincia di Verona, e oltre 6.800 in Veneto, luogo di lavoro per 25mila persone, che pur trasformando materie prime spesso provenienti dell’agricoltura e lavorando a stretto contatto con tutto quello che riguarda il turismo e la recettività della nostra magnifica regione, risultano le più penalizzate dal decreto dignità. Questa la posizione di Confartigianato Verona, il cui Presidente, Andrea Bissoli, definisce il settore dell’alimentazione artigiana “terra di mezzo senza tutele e speranza. Gli emendamenti presentati sui voucher nel corso dei lavori parlamentari ed accolti dal Governo – continua Bissoli –, se non verranno corretti, rischiano di lasciar fuori un’ampia gamma di imprese come le nostre dell’alimentazione e della ristorazione che, pur operando nella trasformazione di prodotti agricoli, non possono però beneficiare dell’analoga nuova condizione limitata al ripristino dei voucher in agricoltura”.

“Il settore dell’Alimentazione, tra i pochi in crescita in questi anni difficili per la piccola impresa, ed indubbiamente rappresentante principale del vero made in italy – afferma ancora il presidente di Confartigianato Verona – pretende maggiore attenzione. Quello che le nostre imprese rappresentano è un patrimonio da difendere anche attraverso l’adozione di uno strumento normativo ad hoc”.

“Anche la normativa sulla stagionalità – conclude Andrea Bissoli – già regolata dai contratti collettivi, può aiutare solo in parte le necessità a volte stringenti ed impellenti di un settore che non può aspettare per il proprio lavoro i mille adempimenti burocratici propri del lavoro subordinato: se creare figli e figliastri non va bene all’economia tanto meno va bene al nostro settore, contiguo all’agricoltura”.

Nel frattempo, mentre la discussione in aula sul cosiddetto Decreto Dignità e sugli emendamenti presentati prosegue, il Presidente di Confartigianato Imprese Veneto, Agostino Bonomo, nella giornata di mercoledì 1 agosto ha preso carta e penna ed ha scritto anche al Governatore del Veneto, Luca Zaia.

Avendo apprezzato infatti la presa di posizione del Presidente a difesa delle ragioni delle imprese venete rispetto al decreto in questione e, al contempo, a difesa del percorso per una maggiore autonomia del Veneto, Bonomo ha ritenuto opportuno far avere anche a Zaia il dossier prodotto dalla Federazione con l’elenco delle modifiche e degli emendamenti richiesti dal mondo dell’imprenditoria artigiana veneta. “Caro Presidente – si legge nella lettera indirizzata a Zaia –, desidero informarti che in questi giorni ho scritto ai Parlamentari veneti invitandoli a considerare le ragioni dell’artigianato e della piccola impresa nell’ambito della conversione del “Decreto Dignità”, comunicando loro anche le proposte di emendamento suggerite sul tema dalla nostra Confederazione nazionale. Nel mese di luglio, su richiesta dello stesso, abbiamo inviato le nostre posizioni anche all’Assessore Marcato in vista di un suo incontro con il Ministro Di Maio”.